{"id":4799,"date":"2020-08-28T10:14:57","date_gmt":"2020-08-28T08:14:57","guid":{"rendered":"https:\/\/corsallanello.it\/?p=4799"},"modified":"2026-03-08T16:37:37","modified_gmt":"2026-03-08T15:37:37","slug":"morgana-e-feronia","status":"publish","type":"approfondimento","link":"https:\/\/corsallanello.it\/en\/approfondimenti\/morgana-e-feronia\/","title":{"rendered":"Morgana e Feronia"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Melusina \u00e8 \u201cdicotoma\u201d prima e \u201ctrina\u201d poi, la sua altra parte, il suo paredro, \u00e8 Morgana, pi\u00f9 famosa e temuta e pi\u00f9 legata al ciclo bretone, ma suo complemento ed antitesi.<\/em><br><em>\u2026<\/em> <em>Melusina e Morgana, sono due dei tre volti della triplice Dea, colei dalla quale sono nati tutti gli altri dei.<\/em><br><em>Le tre fasi della Luna, le tre fasi della donna, la fanciulla (la Vergine), la madre (Dea Madre propriamente detta), la anziana (la Strega), le tre Marie del culto cristiano\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E il terzo volto? La fanciulla, la Vergine non madre?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La dea primigenia \u00e8 ravvisabile in tutte quelle divinit\u00e0 legate strettamente alla natura.<\/strong> \u00c8 l\u2019energia nuova, libera, indipendente e <strong>spesso<\/strong> \u00e8 <strong>personificata da una Dea degli animali selvatici come Feronia, la ninfa<\/strong>, la dea dei frutti nascenti, <strong>che a Narni vantava un culto del tutto particolare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Antica dea italica, Feronia, Dea Vergine non soggetta a vincoli matrimoniali, accompagnata dal suo paredro Picus, il sacro picchio, (portatore del fuoco celeste connesso all\u2019energia fecondante), \u00e8 dea dell\u2019abbondanza, discendente dall\u2019antica dea etrusca Cavtha, \u201cil sole che nasce\u201d, trasfigurata a volte in Persefone, a volte in Giunone vergine. Figura femminile magica sorgente di vita, feconda di messi, legata alla natura, alla fertilit\u00e0, ai boschi e alle fonti. La dea romana per definizione \u00e8 una grande Madre, una triplice Dea, per la ciclicit\u00e0 con cui \u00e8 legata all\u2019uno o all\u2019altro fenomeno della natura, come l\u2019alternanza tra luce e tenebre e tra le stagioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo culto privilegia luoghi lontani dai centri abitati, preferendo le zone selvagge ai centri urbani, il suo tempio pi\u00f9 sacro \u00e8 il bosco, ma \u201c<em>Feronia tutela \u2018la natura\u2019, le forze ancora selvagge del mondo dell\u2019incolto, ma per metterle al servizio degli uomini, della loro alimentazione, della loro salute, della loro fecondit\u00e0<\/em>\u201d (Dum\u00e9zil), ponendosi nel punto di passaggio tra colto ed incolto come forza primigenia, ordinatrice del caos. Ad essa infatti si rivolgono gli schiavi che divengono cittadini liberi con la \u201c<em>manomissio\u201d<\/em>, perch\u00e9 anche qui Feronia segna il passaggio dallo stato selvatico a quello civile, poich\u00e9 lo schiavo non era considerato un essere umano ma quasi un animale\u2026 cos\u00ec come il rituale di Diana Nemorense rende lo \u201cschiavo\u201d che riusciva ad uccidere il \u201cRe dei boschi di Nemi\u201d un uomo libero e a sua volta nuovo Re.<\/p>\n\n\n\n<p>Feronia, donando allo schiavo una nuova vita, assume una dimensione sciamanica, acquistando anche il potere di muoversi tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e del controllo sugli elementi naturali.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto il sillogismo fra Feronia, che \u00e8 oltretutto anche dea del fuoco, Diana e Morgana, sacerdotessa nella ierogamia delle nozze sacre di Beltaine o nel velo tra i mondi che si assottigliano di Sahmain, entrambe feste del fuoco, \u00e8 fin troppo facile.<\/p>\n\n\n\n<p>Feronia \u00e8 sciamana portatrice di nuova vita, come forza primigenia, Morgana \u00e8 sciamana, traghettatrice di Art\u00f9 morente nell&#8217;aldil\u00e0 di Avalon, alla fine della vita, come&nbsp;&nbsp; Anziana, terzo volto della Madre. La triplice Dea ha i suoi tre volti.<\/p>\n\n\n\n<p>Feronia, Fortuna, Diana, Ana Hita, Dana, Anna Perenna, sino alla cristiana Befana e alla Vergine Maria\u2026 molte facce della stessa medaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Passando per Morgana e Melusina.<\/p>\n\n\n\n<p>Cambiano i nomi, cambiano i tempi e cambiano le genti, ma non il mito e le sue radici pi\u00f9 profonde.<\/p>\n\n\n\n<p>A Narni, un\u2019altra delle festivit\u00e0 da rispettare da Statuti (Libro I Capitolo XXVII &#8211; Statuta Illustrissimae Civitatis Narniae) era quella di San Martino, che cade, quasi esattamente con quella dell\u2019antica dea, l\u201911 novembre il primo il 13 ed il 15 la seconda (comunque a cavallo delle Idi di Novembre). La differenza di due giorni non cambia il cristianizzare usanze pagane attraverso santi di importanza particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>La festa di San Martino era una sorta di capodanno (si avvicina anche al Samhain celtico \u2013 di nuovo un accostamento col mondo celtico, che avvalorerebbe le ipotesi che la gens narniensis, discenderebbe dalle trib\u00f9 di derivazione celtica dei Naharci, etimo dal fiume Nahar, il Nera) contadino nel corso del quale si mangiava e beveva (oche e vino) in abbondanza e Feronia \u00e8 la dea del \u201csole che nasce\u201d e dell\u2019abbondanza.<\/p>\n\n\n\n<p>San Martino \u00e8 generoso, divide il suo mantello con un povero, Feronia libera gli schiavi. A San Martino si celebra la festa dei cornuti, eco delle feste pagane. In molte citt\u00e0 che lo festeggiano si accendono fal\u00f2, Feronia \u00e8 la dea del fuoco\u2026 Non pu\u00f2 pi\u00f9 essere adorata come divinit\u00e0, ma le sue prerogative rimangono intatte.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo, Feronia a Narni \u00e8 ancora \u201cpresente\u201d grazie alla sua splendida fonte, che per secoli ha rifornito di acqua i narnesi, anche dopo la distruzione del tempio e del bosco sacro di elci che la circondava, (non a caso cari alle \u201cstreghe\u201d) noto poi infatti come \u201cMacchia Morta\u201d \u2013 il toponimo tuttavia potrebbe riferirsi ad un altro sito del comitato narnese &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c<\/em><em>Fra li altri tempii che esistevano in Narni, dalla superstizione dei gentili applicati alle false deit\u00e0, eravi quello del luco e fonte di Feronia in oggi con nome alterato detto quel sito Ferogna. Ivi probabilmente, come in altri luoghi, eravi il tempio e la statua della dea Ferocia\u2026. essendovi anche presentemente un marmo in quel fonte in cui \u00e8 scolpita una grande fiamma, forse l\u2019insegna di quella antica vanit\u00e0\u201d. E aggiunge: \u201cLa verit\u00e0 si \u00e8 che quella fonte avendo transito per miniere stimate \u00e8 di un\u2019acqua molto salubre e grandemente tenuta in pregio si quanto alla sua rara limpidezza, che la prerogativa che ha di facile digestione\u201d. I primi cristiani di Narni dovettero certo abbattere il tempio e distruggere il sacro bosco, perch\u00e9 questo d\u2019allora in poi si chiam\u00f2 macchia morta, cio\u00e8 non esistente, come rilevasi da un documento di donazione fatta al Monastero di Farfa, da Berardo figlio del q. Rolando, nobil\u2019uomo del contado narnese e da Maria sua consorte, riportato dall\u2019 illustre storico G. Eroli\u201d<\/em><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Manoscritto Cotogni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u201c<\/em><\/strong><strong><em>Idest omnia quae ego habeo infra comitatum narniensem, intus civitatem, vel de foris excepto petiam unam terrae ubi dicitur macc1a mortua, quae vocatur Ferone\u2026\u201d<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gregorio di Catino, Regestum Farfense<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quod non fiat iniuria, vel offensa mulieribus euntibus ad fontes.<\/em><\/strong><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Item statuimus, quod nullus verbo, vel facto dicat, vel faciat iniuram, vel offensam mulieribus, quae ad fonts aquarum in civitate Narniae, Feroniae, et canali Forminae pro acqua portanda in eundo, stando, vel redeundo, et qui contrafecerit solvat pro banno duplum eius poenae, quae continentur in statuto de simili maleficio, et cum multitudo mulierum occurrit ad ipsos fontes, vel ad aliquem ipsorum pro aqua sumenda, viri inter ipsas non debeant se immescere, nisi starent ad ipsum fontem pro aqua sumenda pro eorum necessitate, vel dominorum suorum, vel alicuius, in cuius servitio essent, et qui contrafecerit puniatur vice qualibet in CL solidis cortonensibus.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Proviso, quod parentes teneant filias suos impuberes, qui ad dictos fontes aliquam laesionem, vel levem infestationem non faciant, et hoc dominus Vicarius faciat per civitate Narniae publice bandiri, et possit imponere poenam, et bannum XX solidorum cortoniensium, et de praedictis Vicarius omni mense inquirere teneantur.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non sia fatto oltraggio od offesa alle donne, che vanno alle fontane.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre stabiliamo che, nessuno, con parole o fatti dica o faccia un\u2019ingiuria o un\u2019offesa alle donne, che [si recano] alle fontane delle acque nella citt\u00e0 di Narni, di Feronia e del canale della Formina per prendere l\u2019acqua, nell\u2019andata, durante la sosta o al ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi non osserver\u00e0 tale norma, paghi come condanna il doppio di quella pena che \u00e8 contenuta nello statuto per un simile delitto, e quando un gran numero di donne si reca alle medesime fontane o a qualcuna delle medesime per raccogliere l\u2019acqua, gli uomini non debbano perdersi tra le medesime, se non stessero alla medesima fontana, per raccogliere l\u2019acqua, per la necessit\u00e0 loro o dei padroni di qualcuno, di cui sono al servizio. Chi non osserver\u00e0 tale norma, sia punito per ogni volta di 40 soldi cortonesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta inteso che, i parenti controllino i loro figli impuberi, in modo che non facciano qualche guasto o lievi danni alle fontane, e che il Vicario provveda e questo sia annunciato pubblicamente dal banditore per la citt\u00e0 di Narni, e possa imporre una pena e condanna di 20 soldi cortonesi, e il Vicario sia tenuto, ogni mese, ad indagare sui predetti.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Liber III, cap.CXLIII <\/strong>Statuta illustrissimae civitatis Narniae<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quod fiat quaendam via possessionem hospitalis Sancti Jacobi a strata romana uscque in viam Feroniae<\/em><\/strong><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Item statuimus, quod per possessionem hospitalis Sancti Jacobi, per quam est quaedam via, perquam non patest commodo iri a strata romana in viam Feroniae, quod a dicta strada romana usquie in dictam viam Feroniae per locum magis commudum fiat quaedam via, per quam iri commode, et rediri possit expensis adiacentium ipsi viae.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Et notarius viarum ipsam viam fieri faciat expensis dictorum adiacentium, et eligi faciat duos massarios, qui declarant adiacentes, et distrubuant inter eos pecuniam necessariam pro ipsa via, et adiacentes intelligantur omnes, qui per dictos massarios fuerint declarati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sia costruita una via attraverso la propriet\u00e0 dell\u2019ospedale di San Jacopo, dalla strada romana fino alla via di Feronia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Parimenti, poich\u00e9 attraverso la propriet\u00e0 dell\u2019ospedale di San Jacopo, in cui vi \u00e8 una sola via, per la quale non si pu\u00f2 comodamente andare dalla Strada romana alla via di Feronia, stabiliamo che dalla detta Strada romana fino alla detta via di Feronia per un luogo pi\u00f9 comodo sia costruita una via, per la quale si possa andare e ritornare comodamente, a spese dei confinanti della medesima via.<\/p>\n\n\n\n<p>E il notaio delle strade, faccia costruire quella via a spese dei detti confinanti, e faccia eleggere due massari, che stabiliscano chi siano i confinanti, e ripartiscano tra loro il costo necessario per la medesima via, e come confinanti siano intesi tutti quelli, che saranno dichiarati dai detti massari.<\/p>\n\n\n\n<p>Libro I Cap. LXX Statuta illustrissimae civitatis Narniae<\/p>\n\n\n\n<p>Colpisce l\u2019attenzione la moltitudine di persone che si recassero alla fonte, tanto da far costruire una strada comoda per arrivarvi, dalla strada romana, quasi come se vi arrivassero anche da fuori, dal Lazio, terra dove il culto di Feronia era partito, arrivando addirittura in Austria (S. Peter) e dove era maggiormente sentito.<\/p>\n\n\n\n<p>E tanto da tener separate le donne dagli uomini, quasi come se la memoria di antichi riti pagani, permeasse ancora la fonte, indulgendo troppo alla tentazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Suggestioni, ma tali da avvalorare ancor pi\u00f9 l\u2019origine matriarcale, legata alla terra, alla Madre Terra, della societ\u00e0 narnese, dove <strong>Feronia, la vergine, Melusina, la madre, Morgana, l\u2019anziana, si sovrappongono a creare la Dea Bianca di Graves. Da Dana a Ecate, da Diana alla Vergine Maria, in suggestioni senza tempo, legate ai cicli vitali dell\u2019uomo e della natura.<\/strong> Talmente forti, in una Narni sempre ghibellina, sempre in rivolta contro la Chiesa, che appare <strong>i<\/strong>mpossibile quindi che nella medievale urbe non attecchissero fiorenti le molteplici leggende portate verosimilmente, oltre che da giullari e pellegrini, dalle truppe bretoni e francesi che nel tardo medioevo infestavano l&#8217;Italia e la bassa Umbria&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Feronia \u00e8 stata e sar\u00e0 legata per sempre a Narni alla sua sacra fonte, Melusina ad un luogo, una \u201csilva\u201d presso S&#8217;Urbano, Morgana, e il ciclo bretone, da Art\u00f9 a Lancillotto, ad un \u201cmiraggio\u201d, ed alla storia scritta dai narnesi, nei loro stessi nomi. Da Lancellotto, Cardoli e Lucantoni, a Ginevra Arca e Morgante Cardoli, inconsapevoli di portare nel nome un universo di storia, di conoscenze, di popoli e nazioni, contribuendo cos\u00ec ad espanderlo, in un continuo movimento e mutazioni di miti e leggende che invece di morire continuano a permanere ed evolversi nei secoli. Inconsapevoli di rimanere in primis esseri viventi legati direttamente alla natura che ne governa l&#8217;essere con i suoi cicli e le sue stagioni che tornano vichianamente a riproporsi nei corsi e i ricorsi, ma che finiscono per rimanere immutate a se stesse, fonte inesauribile di armonia e conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ancora una volta, anche questa \u00e8 un&#8217;altra storia\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Patrizia Nannini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"458\" height=\"440\" data-id=\"5029\" src=\"https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/3-Moneta-con-Feronia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5029\" srcset=\"https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/3-Moneta-con-Feronia.jpg 458w, https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/3-Moneta-con-Feronia-300x288.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moneta Sabina recante la Dea Feronia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"583\" data-id=\"5030\" src=\"https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-29-alle-01.17.50-1024x583.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5030\" srcset=\"https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-29-alle-01.17.50-1024x583.jpg 1024w, https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-29-alle-01.17.50-300x171.jpg 300w, https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-29-alle-01.17.50-768x438.jpg 768w, https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-29-alle-01.17.50-1536x875.jpg 1536w, https:\/\/corsallanello.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Schermata-2020-11-29-alle-01.17.50-2048x1167.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fonte di Feronia a Narni<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/corsallanello.it\/news\/i-racconti-delle-pergamene\/\" target=\"_blank\" rel=\"https:\/\/corsallanello.it\/news\/i-racconti-delle-pergamene\/ noopener noreferrer\">Scopri con noi la storia di Narni e il suo territorio con I Racconti delle Pergamene<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melusina \u00e8 \u201cdicotoma\u201d prima e \u201ctrina\u201d poi, la sua altra parte, il suo paredro, \u00e8 Morgana, pi\u00f9 famosa e temuta e pi\u00f9 legata al ciclo bretone, ma suo complemento ed antitesi.\u2026 Melusina e Morgana, sono due dei tre volti della triplice Dea, colei dalla quale sono nati tutti gli altri dei.Le tre fasi della Luna, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":36377,"template":"","approfondimento_category":[648,643],"approfondimento_tag":[],"class_list":["post-4799","approfondimento","type-approfondimento","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","approfondimento_category-narrativa","approfondimento_category-personaggi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Morgana e Feronia - Corsa Anello 58&deg; 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