Era il 3 maggio secondo la celebrazione assegnata dal Gelasiano, nel 376 secondo la tradizione, più probabilmente il 7 agosto – aggiungiamo anche il 7 maggio – per gli agiografi, ma forse del 371 secondo i più attuali studi. Forse. Io non c’ero…
… e cosa cambia per te?
Niente, chiaro, ma mi piacerebbe essere sicuro.
Ti abbiamo seppellito come tutti fuori delle mura civiche e sin da subito abbiamo avuto voglia di riposare accanto a te; non eravamo soli: alcuni naviganti ti hanno riconosciuto e ti hanno voluto costruire una tomba più monumentale perché chiunque potesse riconoscerti.
Riconoscermi per cosa? Per una tomba?
Si. La tua in principio era come tutte le altre. Il tempo ti ha dato gloria e quindi abbiamo cominciato a far ricordare le tue mirabili giornate con noi. Chi ti ha seguito sulla Cattedra non ha smesso di fare il tuo nome: Massimo, i Pancrazi, Erculio, Vitaliano, Proculo e poi Cassio ne ha fatto parola anche con Gregorio, il vicario di Cristo. Ti sei mostrato ad anni ed anni dalla tua morte – pardon – nascita al Cielo, hai continuato a guarirci con la tua presenza quasi fisica, ci hai spinti ad essere migliori. Abbiamo parlato talmente bene di te che alla fine ciò si è rivelato un boomerang.
Cos’ è un boomerang?
Già, scusa. Un oggetto che abbiamo imparato ad usare prendendolo in prestito dal più lontano dei Continenti: se non becca il bersaglio torna indietro e può far male a chi lo ha lanciato. E così fu per noi: a forza di tessere le tue lodi circa sei secoli dopo la tua morte ti hanno rapito, traslato con l’inganno, rubato, strappato da Narni – fracassando la tua bella tomba, ormai sacello, forse tempietto votivo – per portarti a Lucca dal margravio Adalberto di Toscana e fare del bene solo a loro (e certo, no?!?!): non so cosa tu abbia potuto fare in esilio, ma loro non ti ricordano più. Si ricordano molto bene però di Cassio e Fausta. Forse sei stato tropo poco: sei tornato a Narni dopo una quaresima di anni di nostra orfanezza. Sembra che tu, là non ci volessi istare: hai preso un cavallo e te ne sei tornato a Narni (abbiamo ancora due pezzi di legno del nobile trasporto medievale). Secondo me il ‘cavallo’ che ti sei scelto per tornare era papa Adriano. Comunque sia andata non è durata molto la tua pace …
Non cascarci, noi defunti in Cristo non riposiamo mai, ci diamo da fare per voi …
Ce ne siamo accorti, grazie. Intendevo dire, non sono passati che tre secoli e tu, che avevi ripreso a mostrarti e a liberarci da malattie animæ et corporis, sei stato di nuovo sottratto. Era il 1233, dicono, e il tuo licor continuava a guarire malati e storpi: ratto di nuovo. Da chi poi? Da un prete, un canonico che voleva portarti a fare il bene solo ai tolosani (e come no?!?!) e tu hai fatto impuntare un altro cavallo a Romanisio (ormai la chiamiamo Fossano) compiendo segni inconfondibili della tua volontà di fare del bene ovunque abbiano portato il tuo corpo. Ma anche lì la storia, forse, non è stata lunga seppure ancora oggi ci sia chi crede che tu sia rimasto in Piemonte e noi dovremmo ‘accontentarci’ del tuo omonimo Santo successore – o viceversa, vacci a capire -, infatti al tuo ritorno ti abbiamo nascosto ben bene, si narra. Quasi a voler dimenticare la tua posizione in quella bella e spaziosa chiesa che nel frattempo abbiamo eletto Cattedrale. Che martirio questi viaggi post mortem! Però ti ricordano in tutta l’Italia centrale e non solo.
Ricorda tu, però, che io sono restato anche in Piemonte e in un certo senso in tutti i luoghi in cui il mio corpo è transitato.
Certo, altrimenti non ti avrebbero menzionato in tantissimi luoghi e a Fossano, città della quale sei Titolare, non ti avrebbero nascosto parte della testa in quel bel reliquiario argenteo! Però, permettimi, perché il tuo successore Giampaolo ti avrebbe sognato vestito di tutto punto e ti avrebbe ritrovato esattamente nel luogo che gli hai indicato tra il 16 e il 20 aprile 1642 se fossi rimasto a Fossano?
Domanda inutile. Inutilmente complicato spiegarti. Inutili fiumi di inchiostro.
Abbi pazienza, vivo nel 2026, ormai sono solo queste le domande che mi fanno su di te. Siamo veramente figli del sospetto: c’è chi dice addirittura che tu a Narni ci sia stato, sì, ma ci sia arrivato già in forma…di reliquia! Altri dicono che tu sia stato ‘inventato’ da Cassio che ti voleva tanto bene. Voleva bene ad una sua invenzione sapendo di mentire anche al Papa?
Vado avanti, va: in tempi non brevissimi (dal 1642 fino al 1726, trecento anni fa) ti abbiamo costruito un Monumento che ha cambiato per sempre l’aspetto della Cattedrale e che ha chiesto altri due anni perché fosse riconsacrata nell’episcopato del tuo successore Nicola. Quasi dodici metri di altezza con materiali tra i migliori che potessimo trovare! Dopo tutti questi viaggi in corpo e anima, dopo tutti questi sforzi ecclesiali, cittadini e nobiliari, dopo tutti questi trionfi sacri, letterari e musicali è una gloria visibile che ti si addice!
Ah sì? Mi vedi?
Ti immagino. Chiaramente, come se ci conoscessimo da sempre. Come ti hanno immaginato in tanti e in tanti hanno continuato a portare avanti sembianze che a noi sono ormai familiari. Però mi piacerebbe vederti oggi.
E cosa ti aspetteresti di vedere di me che non hai già visto?
Il tuo corpo come resta fosse anche polvere; toccare il tuo liquor e portarlo a chi non ha più speranza; prendere le tue povere spoglie – già qualcosa ho nel busto narnese (a proposito, grazie per tenere in piedi Narni tra i terremoti, noi siamo maestri nel volerla distruggere anche in periodi di pace) – e fare in modo che il tempo non porti via anche il ricordo… ma dove ti cerco? Sotto l’Altare maggiore, certo, ma ricomposto nell’urna barocca? Disteso sotto la pietra purpurea nelle tre casse? Ancora nascosto nel vecchio sacello tra un gradino e l’altro? Sotto il vecchio sarcofago dove ti sei mostrato? Sangiovena’ dove sei ora???
Crescerebbe la tua fede in Dio se mi trovassi?
Non lo so, ma mi piacerebbe vederti.
Questi discorsi li fanno i bambini …
Non voglio tornare bambino.
Allora cercami nei loro occhi …
Di chi? Dei narnesi?
Cos’hanno i narnesi che gli altri non hanno?
Dai Giovy, fatti vedere!
Mi hai già visto!
Che dici… Dove?
Non te ne accorgi?
… vero. Sei proprio qui.
… … …
Don Sergio Rossini