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Biglietteria

I tre Terzieri

Mezule, Fraporta, Santa Maria

Come nella Narni medievale, anche oggi la Corsa all’Anello vede la città suddivisa in tre Terzieri, che ripartiscono il territorio entro le mura storiche: Mezule, la zona a monte verso la Rocca; Fraporta, il cuore cittadino compreso tra Piazza dei Priori e il Duomo; e Santa Maria, dall’antica chiesa di Santa Maria Impensole fino a Porta Polella. I Terzieri sono oggi veri e propri centri di aggregazione e punti di riferimento per la comunità. Luoghi vivi, animati dall’impegno e dalla professionalità di cittadini e volontari che contribuiscono, anno dopo anno, al successo della festa.

Ogni Terziere dispone di una propria scuderia, dove cavalli e cavalieri della Corsa all’Anello si preparano e si allenano in strutture attrezzate. Le donne dei Terzieri lavorano invece nelle sartorie, sotto la guida di costumisti storici, alla realizzazione degli abiti del grande corteo. Ogni costume nasce da un’attenta ricerca iconografica e documentaria su tessuti, fogge e personaggi dell’epoca, unita alla sapienza artigianale di mani esperte capaci di trasformare le stoffe in autentici abiti trecenteschi. Il risultato è un corteo storico che restituisce uno spettacolo straordinariamente vicino alla vita di una comunità umbra del XIV secolo. I giovani dei Terzieri si incontrano per preparare le giornate medievali, studiando scene, ambientazioni, spettacoli e drammatizzazioni, fino alla creazione di veri e propri tableaux vivants ispirati alle opere dei grandi pittori del Trecento.

Cortei, costumi, ambientazioni e giornate medievali sono parte di una competizione che culmina nell’assegnazione del Bravio per il miglior Terziere, un drappo dipinto ogni anno da un artista contemporaneo e conferito da una giuria di esperti. Le taverne rappresentano infine il luogo della convivialità: spazi suggestivi allestiti con arredi ispirati al passato, dove le atmosfere medievali si uniscono ai sapori autentici della tradizione.

Le dame degli anelli

Mezule

Fraporta

Santa Maria

Perchè i terzieri si chiamano così?

I nomi dei tre Terzieri sono attestati nei documenti storici: Mezule, Fraporta e Santa Maria. Nomi familiari, noti a tutti. Ma qual è la loro vera origine? La risposta è strettamente legata alla suddivisione storica del territorio urbano. Tuttavia, soprattutto nei primi anni della rievocazione moderna della Corsa all’Anello, non sono mancate incertezze interpretative sulla loro etimologia. Queste ambiguità hanno generato, nel tempo, un curioso errore non solo teorico ma anche geografico, corretto solo parzialmente sul piano storico, ma mai del tutto nella distribuzione territoriale. Il Terziere di Santa Maria deve il proprio nome alla chiesa di Santa Maria Maggiore (in seguito San Domenico), situata lungo l’attuale Via Mazzini. Per alcuni anni, tuttavia, questa denominazione è stata impropriamente associata alla chiesa di Santa Maria Impensole, spostando di conseguenza il confine del terziere molto più a monte rispetto alla sua collocazione storica. La toponomastica offre invece una chiave preziosa per comprendere il Terziere di Mezule, il cui nome rimanda chiaramente al “mezzo” della città. Sorge dunque spontanea una domanda: come è possibile che oggi questo terziere identifichi la parte alta del centro storico?

L’equivoco nasce in fase di ricostruzione moderna dei confini. Alla rilettura delle fonti, gli ideatori della festa ridisegnarono i Terzieri affidandosi anche all’interpretazione del nome Fraporta, che venne erroneamente inteso come la zona compresa tra Porta Ternana e Porta Romana. Da qui prese avvio una catena di deduzioni errate, che portò a identificare, per esclusione, il Terziere Mezule con l’area restante: quella alta, oltre Piazza del Lago, verso la Rocca — riferimento che ancora oggi compare nel vessillo. A complicare ulteriormente la questione, l’attuale Porta Ternana (detta delle Arvolte) è una struttura posteriore al Medioevo e non può dunque essere collegata all’etimologia originaria del Terziere. In realtà, il nome Fraporta (talvolta attestato nei documenti cinquecenteschi come Foraporta) deriva dalla preposizione Infrà, che nel latino medievale indica “sotto, al di sotto”. La “porta” a cui ci si riferisce non è dunque una porta urbana moderna, bensì la Arco Romano, anticamente nota come Porta Superior, principale accesso alla città dalla via Flaminia. La porzione di città “infra portam”, ovvero oltre o al di sotto di questa porta, corrisponde proprio alla parte alta del centro storico, oltre Piazza del Lago. Ecco dunque svelato l’arcano: la denominazione e la collocazione storica dei due Terzieri tradizionalmente rivali, Mezule e Fraporta, andrebbero in realtà completamente ribaltate secondo la loro autentica origine storico-toponomastica.

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  • Mezule

    Il Terziere Mezule, o Parte De Sopra, si colloca poco sopra piazza Garibaldi estendendosi fino alla Rocca dell’Albornoz; nascosto al grande flusso, conserva ancora oggi la tipicità e le caratteristiche del Borgo Medievale. Il suo vessillo è una Torre Nera in campo Bianco. L’ingresso principale del Terziere, celato da altrui vessilli, si inserisce nell’antico tracciato della via Flaminia (oggi via XX Settembre), che tortuosa da Piazza Garibaldi sale il monte e si dirama in un groviglio affascinante di vicoli e stradine con scale e ciottoli, sul percorso vale la pena soffermarsi ad ammirare il Palazzo dei Conti Mancinelli in via Aspromonte, il suggestivo scorcio con archetto in cotto del 1400 in via del Monte, la Chiesa di S.Margherita, per finire con l’imponente Rocca Albornoziana e durante i festeggiamenti gli Ambienti Medievali. Molti di questi ambienti medievali ricostruiti abilmente dai volontari, sono negli anni divenuti il “palcoscenico” perfetto per le apprezzatissime rappresentazioni delle Giornate Medievali di Mezule, vero e proprio fiore all’occhiello del Terziere, che negli anni ha raccontato veri e propri episodi della storia trecentesca narnese attraverso coinvolgenti e spettacolari scene di teatro di strada. Per il visitatore che entra a Narni, il Terziere Mezule non è immediatamente visibile, ma con un po’ di fortuna si scopriranno i suoi vicoli e le sue piccole piazze e con esse le taverne del Terziere… L’Hostaria, L’Aquila Nera, le Stranezze e l’antichissimo forno che ininterrottamente dal Medioevo ad oggi ha continuato a diffondere nell’aria profumo di pane e pizza. All’interno di caratteristici locali, la consolidata tradizione Mezulana nell’arte della cucina propone piatti della cucina tipica Umbra e pietanze dal gusto Medioevale che negli anni hanno conquistato i commensali in visita alle Osterie del Terziere. Nelle taverne illuminate anche dalla luce delle candele in un connubio fra cibo, canti e poesia, sarà data ai partecipanti la possibilità di vivere l’essenza del Medioevo.

  • Fraporta

    E’ il Terziere che occupa la parte centrale della città, caratterizzata essenzialmente dalle due piazze principali, dai monumenti storici del Paese e dall’imponenza del Duomo. Il suo vessillo dai colori Rosso/Blu presenta al centro una porta d’ingresso bianca. Il comitato del terziere è attualmente costituito da una nuova generazione di contradaioli, agguerriti ed ambiziosi, desiderosi di rinnovare la gestione del terziere, nella conferma delle sue grandi tradizioni. Il così detto “Palazzo Fraporta” è recentemente divenuto il punto d’incontro di tutti i simpatizzanti del Terziere. Avendo a disposizione le due piazze principali della città, il terziere Fraporta ha utilizzato al meglio questi ampi spazi per riproporre allo spettatore apprezzatissimi spettacoli di danza o suggestive scene di massa, coinvolgendo anche vari costumanti tra nobili e popolani. Durante gli oltre 15 giorni di festeggiamenti, per allietare in allegria e libertà le serate dei graditi turisti visitatori, sono allestite dal Terziere Fraporta l’ Hosteria, il Forno e Lo Dolce, per soddisfare tutti i gusti e tutte le esigenze. Nel corteo del terziere, spiccano il gruppo tamburini, vincitore di numerosissimi premi, nonché gli stendardi dei castelli, dipinti da giovani artisti narnesi ed il gruppo dei musici medievali. Tutti i costumi sono realizzati artigianalmente nella sartoria interna, vero punto di forza del Terziere. Grazie alla abilità e alla passione delle sarte contradaiole, vengono confezionati veri e propri gioielli sartoriali, nel pieno rispetto dell’iconografia e documentazione storica. Per quanto riguarda l’ambiente, spicca all’occhio la ricostruzione della Via dei Mercanti (oggi via dei Priori) con i grandi portali di legno tipicamente medievali, la suggestiva illuminazione con candele della chiesa di S.Francesco, dove si svolge ogni anno la tradizionale cerimonia di investitura dei cavalieri giostranti, e l’imperdibile imbandieramento di via del Campanile, scorcio emozionante del terziere, ma anche Speziale e Orto Medievale ricostruito abilmente nello spazio retrostante l’abside gotico di S. Francesco, affacciato sulle splendide Gole del Nera.

  • Santa Maria

    Il Terziere di Santa Maria, comprendeva, e comprende, la parte nord-ovest della città di Narni, parte che allora era la principale, dato che era attraversata dalla Strata Maior (oggi divisa tra via Marcellina e via Mazzini), sulla quale si affacciano ancor oggi i più ricchi e importanti palazzi nobiliari. Palazzo Scotti, palazzo Arca-Marinata, la Torre dei Marzi, palazzo Cardoli, palazzo Capocaccia pongono le loro splendide bifore ed i loro magnifici portali lungo la nobile via ma su essa si aprono anche edifici religiosi di estrema importanza: S.Maria Maggiore, (a cui il Terziere deve il nome ed il vessillo, una chiesa nera in campo arancio) l’antica cattedrale divenuta poi “d’inverno” contrapposta a quella “nuova” extra moenia di S. Giovenale e S. Maria Impensole, anch’essa antichissima chiesa, costruita sulle rovine del tempio di Bacco, luogo delle assemblee delle corporazioni cittadine. Completano lo splendido elenco di edifici medievali (trascurando quelli di piverna origine, quali Palazzo Bocciarelli, Palazzo Mosca, entrambi all’inizio della via e la chiesa di S. Restituta) le porte che determinavano l’accesso alle antiche mura cittadine, quali porta Nova (consequenziale infatti al sacco dei lanzichenecchi del 1527) o della Fiera, porta dei Polelli e porta del Vodano; prima di arrivare alla porta Nova, comunque si può osservare un altro edificio di interesse non artistico ma storico: la casa di Erasmo da Narni, prode cavaliere di ventura noto come il Gattamelata, vuoi per i suoi modi suadenti, vuoi per il nome della madre Melania Gattelli. Così grazie anche alla magnifica statua del Donatello, a Padova, che lo immortala a cavallo, il nome di Narni rimane e rimarrà nella storia comunque legato al condottiero, come lo stesso Erasmo amava ricordare: “Narnia me genuit, Gattamelata fuit”.

In Taberna

Durante la Corsa all’Anello di Narni, l’offerta gastronomica celebra i sapori della tradizione umbra. Taverne dei terzieri e punti ristoro propongono piatti tipici, ricette storiche e specialità locali, per un’esperienza che unisce gusto e atmosfera medievale.

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