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Quattro giorni nel segno di Boccaccio e della nuova dimensione europea della rievocazione. Presentato anche il tema della Corsa all’Anello 2027: “Fiamma dal ciel 1377. La via del ritorno”, tra Gregorio XI, la cattività avignonese e il mondo di Petrarca

Quattro giorni per immergersi nel Trecento attraverso la letteratura, la storia e la rievocazione, ma anche per riflettere sul valore della conoscenza del passato e sulle nuove prospettive di un patrimonio culturale che continua a coinvolgere e appassionare. Si è conclusa a Narni la sesta edizione del Festival delle Arti del Medioevo, che dal 3 al 6 settembre ha animato la città con un programma di incontri, lezioni, attività didattiche e appuntamenti dedicati quest’anno al mondo di Giovanni Boccaccio, confermando la crescita della manifestazione sia sul piano della partecipazione sia su quello della qualità e del rilievo culturale.

Il tema “Giovanni Boccaccio. La storia, le storie: tra letteratura e verosimiglianza” ha offerto l’occasione per attraversare il Trecento attraverso lo sguardo dell’autore del “Decameron”, restituendo la complessità di un’epoca segnata da grandi trasformazioni. Corti e mercati, poesia e devozione, mestieri e commerci sono stati alcuni dei temi al centro degli approfondimenti, insieme alla moda come segno di distinzione sociale, alle leggi suntuarie, alle arti e alle professioni, dal lavoro dei tessitori a quello degli speziali, dai copisti ai mercanti. Uno sguardo si è rivolto anche al mondo del credito e delle lettere di cambio e alla vita quotidiana segnata dalla peste e dai profondi cambiamenti economici e sociali del XIV secolo.

«Siamo molto soddisfatti di questa sesta edizione del Festival delle Arti del Medioevo, che continua a crescere non soltanto in termini di partecipazione, ma anche per la qualità e il rilievo della proposta storica e culturale – le parole del sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli – Narni ha costruito negli anni un percorso che trova nella rievocazione uno dei suoi elementi identitari, ma che non guarda al passato in modo nostalgico: al contrario, lo utilizza come strumento per comprendere il presente e costruire nuove occasioni di crescita. La capacità di intrecciare la nostra storia e la nostra identità con una visione aperta al futuro, fino ad arrivare oggi a una dimensione europea, rappresenta un valore importante per la città e conferma la forza di un progetto culturale nel quale Narni può riconoscersi e continuare a investire».

Cuore del Festival è stata ancora una volta l’Università dei Rievocatori, nata dalla collaborazione tra l’Ente Corsa all’Anello, il Festival del Medioevo di Gubbio e il Centro Studi Storici di Narni. Le lezioni gratuite e le attività didattiche hanno messo in relazione rievocatori, studiosi e appassionati, offrendo strumenti per approfondire la storia del Trecento e, più in generale, il rapporto tra ricerca, ricostruzione storica e divulgazione. Un percorso formativo che rappresenta uno degli elementi distintivi della manifestazione e che contribuisce a consolidare il ruolo di Narni nel panorama nazionale della rievocazione.

«Questa edizione ci restituisce ancora una volta il valore del percorso che abbiamo scelto di intraprendere, fatto di ricerca, confronto e approfondimento, con l’obiettivo di valorizzare la storia di Narni e fare della rievocazione un’esperienza culturale sempre più consapevole e partecipata – spiega la presidente dell’associazione Corsa all’Anello Patrizia Nannini – Il tema dedicato a Boccaccio ci ha permesso di entrare nel Trecento attraverso la letteratura, ma anche di ricostruire la complessità della società e della vita quotidiana di quell’epoca, dimostrando quanto la conoscenza storica possa diventare uno strumento capace di coinvolgere il pubblico. È nella continuità di questo lavoro che si inserisce anche la dimensione europea che stiamo costruendo: confrontarsi con altre realtà, tradizioni e patrimoni significa arricchire il nostro percorso senza perdere la nostra identità, portando l’esperienza di Narni dentro un dialogo più ampio sulla rievocazione e sulla sua funzione culturale e formativa».

Proprio in questa prospettiva si inserisce l’approvazione di Eu.A.R.T.H.E.C. – European Academy for Reconstructed Traditions, Heritage, Environment and Craft, progetto coordinato dall’associazione Corsa all’Anello e finanziato dal programma Erasmus+ con un punteggio di 94/100. L’iniziativa, che coinvolge partner italiani, rumeni e bulgari, porterà avanti attività dedicate all’educazione degli adulti attraverso laboratori, esperienze, strumenti digitali e scambi internazionali, con particolare attenzione alla valorizzazione del patrimonio culturale, delle tradizioni, delle arti e dei mestieri.

Accanto alla formazione, il Festival ha proposto momenti di spettacolo, approfondimento e animazione, costruendo un dialogo tra la storia di Narni e il più ampio contesto medievale europeo. Il confronto tra studiosi, archeologi, storici dell’arte e operatori culturali e rievocatori, direttori artistici e organizzatori ha inoltre permesso di affrontare il tema del futuro della rievocazione storica, fenomeno ormai diffuso in tutta Italia e capace di coinvolgere centinaia di migliaia di persone tra eventi, palii, giostre, cortei e ricostruzioni.

CORSA ALL’ANELLO 2027

Il Festival è stato infine il momento scelto per guardare già alla prossima Corsa all’Anello, con la presentazione del tema dell’edizione 2027: “Fiamma dal ciel 1377. La via del ritorno”. Il nuovo percorso si concentrerà su un momento particolarmente significativo della storia europea, il ritorno del papato a Roma dopo la cattività avignonese, di cui ricorre il 650esimo anniversario, intrecciando la grande storia con quella di Narni e con le figure e i luoghi che ne hanno segnato il percorso.

Al centro sarà Gregorio XI, il papa del ritorno a Roma, al quale è legata anche la storia della Rocca di Albornoz, ultimata durante il suo pontificato e ancora oggi caratterizzata dalla presenza dello stemma papale. Il tema permetterà di esplorare il mondo della Curia e della Chiesa medievale, il potere temporale della Chiesa e i rapporti con la Francia, da cui la corte papale riportò a Roma uomini, consuetudini e influenze dopo quasi settant’anni di permanenza ad Avignone.

Lo sguardo si allargherà quindi alla figura di Francesco Petrarca, tra i più convinti sostenitori del ritorno del papato a Roma e autore di una dura critica al malcostume della corte avignonese. “Fiamma dal ciel 1377. La via del ritorno”, titolo scelto per la prossima Corsa all’Anello, è tratto proprio da un sonetto del “Canzoniere” e diventa così il filo conduttore di un nuovo viaggio nella storia e nella letteratura del Trecento.

Con Petrarca, dopo gli approfondimenti dedicati negli anni passati a Dante e Boccaccio, la Corsa all’Anello completa il percorso attraverso le figure dei tre grandi padri della letteratura italiana, utilizzando ancora una volta la grande storia e la letteratura come chiavi per raccontare Narni, il suo patrimonio e la sua identità.

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