Skip to main content
Biglietteria
«Gara di buona qualità, buono anche il grado di versatilità e destrezza dei cavalieri. Il livello agonistico raggiunto merita un’attenzione particolare»

NARNI – A mente fredda, dopo le emozioni della 57esima edizione della Corsa all’Anello, arriva anche il commento tecnico di Francesco Carlini presente alla gara equestre.

«La Corsa all’Anello disputata la scorsa domenica 11 maggio ha rappresentato una edizione molto importante dal punto di vista della memoria equestre. Il nuovo gruppo dirigente dell’associazione Corsa all’Anello insediatosi quest’anno, presieduto dalla signora Patrizia Nannini, ha inteso intitolare i settori delle gradinate del campo di gara a tre personaggi che non ci sono più: Fausto Modoni per Mezule, Umberto Capitanelli per Fraporta e Giuseppe Fasola per Santa Maria. Essi sono coloro i quali, ciascuno per il proprio Terziere, nei primi anni ’70 del secolo scorso ritennero fosse giunto il momento che alla Corsa all’Anello partecipassero solo cavalieri narnesi: era una questione di prestigio. Animati dalla volontà di mantenere alto l’orgoglio dimostrando una capacità di autosufficienza e di indipendenza da ogni altra città, i tre terzieri si impegnarono in maniera solenne, a far sì che
contrariamente a quello che era accaduto, nel giro di pochissimi anni tutti i cavalieri dovevano essere di Narni.

Facile a dirsi ma non a farsi, perché significava avere dei cavalli, approntare delle scuderie, avere dei campi dove lavorare i cavalli, oltre a possedere tutto ciò che occorre per montare. Lo spirito, l’intraprendenza, la lungimiranza ma soprattutto la passione consentirono all’iniziale pensiero di diventare realtà.

La cerimonia commemorativa, con lo scoprimento delle tre targhe, ha dato l’occasione di porre l’accento sul patrimonio di valori che ha ispirato le loro iniziative e sull’importanza di raccogliere, tramandare e mantenere viva l’anima di quel solenne orgoglioso impegno. Nel corso degli anni con il passare del tempo, come spesso succede, la memoria tende ad affievolirsi. Chi in prima persona, senza esserne consapevole, ha partecipato alla nascita della creazione di quel patrimonio ne ha un ricordo molto vivo. In quel periodo particolare della storia di Narni, ha permesso a chi aveva un particolare interesse per i cavalli, di iniziare un’attività equestre che altrimenti non sarebbe stato possibile coltivare. Sono passati decenni, la passione è diventata pretesto di approfondimento, di crescita umana e sportiva con la formazione di un bagaglio di esperienza indispensabile per chi vuole entrare nel mondo dell’equitazione come “cavaliere”.

Veniamo alla gara svoltasi in condizioni climatiche buone, il pubblico che ha esaurito tutti posti disponibili, ha avuto modo di poter gustare e valutare il livello agonistico che comporta lo scontro diretto tra due binomi contendenti. La compagine della formazione dei binomi al momento di scendere in campo ha subito una variazione con la sostituzione del cavallo Schilla di Tommaso Suadoni (Santa Maria) con Sky Bridge.

Questa 57esima edizione è iniziata con i migliori auspici di spettacolarità arricchita da avvincenti rimonte da parte di cavalieri dal particolare carattere competitivo i quali aiutati anche dal fondo della pista, che consente di galoppare con una certa garanzia di tenuta, sono stati in grado di recuperare lo svantaggio iniziale. A volte però la velocità, che un elemento importante, non consente quella precisione necessaria per portare a termine la prova senza penalità; questo fa stare con il fiato sospeso fino al momento in cui non viene dato l’annuncio del punteggio che toglie ogni dubbio su chi è arrivato per primo senza punti negativi. Tutto bene quindi, tutti hanno dimostrato di essere all’altezza del compito.

Veniamo alla gara, i cavalli impiegati, come ormai da tempo, sono tutti di razza Psi (purosangue inglese) il che vuol dire tutti cavalli di qualità con spiccate caratteristiche fisiche ed atletiche, la maggior parte con età compresa tra i 12 e gli 8 anni tranne una di 5. I cavalieri hanno ormai dei nomi che ricorrono nelle Giostre e Quintane più accreditate e sono più o meno sempre gli stessi impegnati a gareggiare per l’intero svolgimento della stagione durante tutto l’anno. Per i risultati individuali rimando alla cronaca ed a contesti giornalistici più specializzati.

È comunque da sottolineare che la linearità e la compostezza dello svolgimento della gara sta a testimoniare il buon grado di versatilità e destrezza raggiunti da tutti i partecipanti. Al termine della seconda tornata i risultati davano ancora una situazione di sufficiente equilibrio con Santa Maria in testa con 150 punti seguita da Fraporta con 145 e in coda Mezule con 135. Ci si avviava ad assistere ad un risultato sul filo di lana, invece nell’ultimo scontro il cavaliere di Mezule Luca Chitarrini su Lupa della della Sila, la cavalla più giovane, non ha effettuato l’ultima decisiva tornata contro, appunto Santa Maria, per non essere stato in grado di uscire dallo stallo di partenza nonostante gli aiuti dei palafrenieri, cosa che sia nel confronto precedente contro Fraporta sia durante le prove, gli era riuscita perfettamente e anche senza alcun aiuto.

La gara si è conclusa con la vittoria del Terziere di Santa Maria 225 punti; secondo Fraporta 205; ultimo Mezule 165. Colgo l’occasione per cogliere alcuni aspetti qualificanti della nostra Corsa all’Anello: precisione; velocità; conformazione dei tracciati.

Massima precisione sul bersaglio 90 punti: il migliore è stato Marco Diafaldi su Blue Madison giunto primo sul terzo anello in entrambi gli scontri diretti.
Velocità e tracciato: il cavallo più veloce (Dragon Fly Strar di Mattia Zannori) partendo da fermo ha impiegato 28”e34cent, su una pista ad ellisse larga mt.4 con due rettilinei da mt. 52 e due curve con
raggi interni di mt. 20 per un totale di mt. 360,79 il che vuol dire che la velocità è stata di 762,68 mt/min.

La parte più importante comunque resta sempre il lavoro e la formazione del cavaliere che gli consentono di avere una precisa conoscenza delle possibilità del cavallo, da presentare con un buon livello di preparazione psicofisica, che risulta da un addestramento valido e da un allenamento razionale che ha come fine l’armonia e la validità performante del binomio.

La Corsa all’Anello, o altre Giostre con analoghe caratteristiche, non sono affatto né folklore né spettacoli equestri né passeggiate ma per l’impegno agonistico di alto livello richiesto al binomio, esse rappresentano delle vere attività sportive alla pari delle discipline di questo tipo con una preparazione tecnica comune a tutti coloro che si dedicano alla trasformazione dei due soggetti, cavallo e cavaliere, in veri atleti ovvero alla preparazione allo sport di entrambi. Credo sia proprio questo uno degli obiettivi, verso il quale, era teso l’impegno di chi ci ha preceduto».

Biglietteria

Vivi l’emozione della Corsa all’Anello di Narni.
Nel Campo de li Giochi, tre cavalieri difendono i colori dei terzieri in una sfida di velocità, precisione e sangue freddo: una gara spettacolare dove ogni tornata può ribaltare il destino della corsa.

Partner & Sponsor