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DEBUTTANO LE GIORNATE MEDIEVALI, INTRECCIATE CON GLI AMBIENTI SCENOGRAFICI DIFFUSI IN LUOGHI SUGGESTIVI DELLA CITTÀ

Tra fede, inganni e memoria, tre spettacoli per raccontare il Trecento tra novelle, beffe e storie di vita

Le Giornate medievali della 58esima edizione della Corsa all’Anello di Narni sono pronte a prendere vita venerdì primo maggio: frutto di un lavoro meticoloso portato avanti durante tutto l’anno, le rievocazioni trecentesche rappresentano uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione. E non è tutto: le Giornate si intrecciano anche con le scenografie permanenti (gli ambienti) allestite nei luoghi più suggestivi e caratteristici della città.

Le giornate medievali (primo maggio)

La prima ad andare in scena sarà la Giornata medievale del Terziere Fraporta alle 16 in piazza Marconi: “La fede cieca”, uno spaccato di vita quotidiana che rievoca e rielabora una novella di Boccaccio. In questa rappresentazione, come si può intuire dal titolo, verrà messo in scena il rapporto tra le persone e la fede in un piccolo paese del tempo. Attraverso gesti, parole e situazioni della vita di ogni giorno, il pubblico potrà intravedere credenze, speranze e timori che animavano la comunità. L’arrivo improvviso di un frate, portatore di una preziosa reliquia, romperà la tranquilla routine del paese.

La seconda alle 18.30 (con replica a seguire) alle case popolari Santa Margherita è la Giornata medievale del Terziere Mezule: “Affare Giubileo”. Giovanni Boccaccio e la “commedia umana”: quando il racconto degli umani espedienti si intride di beffa, sagacia e arguzia. Un omaggio in punta di piedi, per onorare uno dei grandi protagonisti della nostra letteratura. Un viaggio tra sacro e profano, nel quale inganni e contro inganni s’intersecano alla storia di un giubileo senza Papa e dei Santi narnesi.

A chiudere, alle 21.30 nel giardino dell’ex Palazzo Capocaccia (all’Ostello Sant’Anna) è il Terziere Santa Maria: “Silentium quod fortunam fecit”, in cui si narra di colui che, grazie alla sua astuzia, seppe piegare la sorte a proprio vantaggio, sbeffeggiando l’ipocrisia del clero. E di coloro che trasformarono quell’ingegno in piacere.

Ambienti ricostruiti dal Terziere Mezule

Bottega del lanaio (vicolo dei Lavatoi) ricostruita all’interno di un lavatoio pubblico, la bottega testimonia l’importanza dell’arte della lana a Narni. Dotata di un apposito Statuto, dal quale si evince che l’organizzazione e gli organi della corporazione erano simili a quelle di altre città italiane, l’arte è rimasta attiva fino al XIX secolo. La sua lunga tradizione è testimoniata dalla presenza, in piazza Galeotto Marzio, del Palazzo della Lana, oggi sede universitaria. Nella bottega sono mostrate alcune fasi di lavorazione sul fiocco: la “vergheggiatura”, l’oliatura, la pettinatura e la “appennacchiatura”, vale a dire le operazioni attraverso le quali la lana veniva trasformata in faldelle, pronte per essere filate con il fuso e la rocca.

Bottega del decoratore (vicolo dei Capretti) ricostruzione della bottega e dell’alloggio di un decoratore di ceramiche. A partire dal XIII, in Italia fu introdotta la tecnica della smaltatura: la novità del “fondo bianco”, permise ai nostri decoratori di riprodurre le ceramiche provenienti dalla Spagna araba, in particolare dall’isola di Maiorca, le cosiddette “majorche” o “majoriche”, da cui il termine maiolica. A Narni, un magnifico esempio di bacini ceramici (maioliche innestate a scopo decorativo negli edifici), si può ammirare sul campanile della Cattedrale. Nella bottega sono esposte ceramiche decorate aperte e chiuse, riprodotte da artigiani/storici secondo gli originali dell’epoca esposti nei musei dell’Umbria.

Bottega del vasaio (cicolo dei Capretti) dove è ricostruito ricostruisce il processo di produzione di ceramiche di un vasaio del XIV secolo: la foggiatura dell’argilla con il tornio, l’essiccazione dei prodotti su un piano d’appoggio non irraggiato dal sole, la cottura dei manufatti nella fornace verticale a due camere separate. I pirometri non esistevano ancora, perciò gli artigiani dell’epoca cuocevano i loro prodotti in maniera empirica, sfruttando l’esperienza personale acquisita sul campo. Non di rado però i manufatti si rompevano durante la cottura e gli scarti della lavorazione, detti butti, venivano gettati nelle fosse e nei canali di scarico: grazie a questa consuetudine, gli archeologi sono stati in grado di ricostruire le tecniche di lavorazione e le tipologie di ceramiche prodotte nel corso dei secoli.

Ospedale di San Giacomo (via Cocceio Nerva), locale che mostra la ricostruzione di uno dei reparti dell’antico Ospedale di San Giacomo, importante struttura della civitas narnese. Attivo fin dai primi anni del 1300, l’ospedale sorgeva nel tratto dell’antica via Flaminia dal quale si raggiungeva Roma (l’attuale via XX Settembre), dove è ancora visibile una traccia, riproposta nella nostra ricostruzione: una targa con la scritta H.C.N. (Hospitalis Civitas Narniae) e un numero romano, che probabilmente indicava uno dei reparti ospedalieri.
Nei pressi dell’ospedale anche un monastero, forse di Sant’Agnetis, nel quale venivano accolte ed allevate le “gettaticce”, vale a dire le bambine abbandonate. Il ricostruito reparto è preceduto da un androne di accesso e da un piccolo cortile dotato di un pozzo, immaginato come il chiostro del monastero nel quale le gettaticce filavano la lana.
Il luogo di degenza è allestito secondo le consuetudini dell’epoca: si riteneva che le esigenze fondamentali dei ricoverati fossero cibo, giaciglio e ufficio divino. Nella sala sono state perciò predisposte due file di letti frontali allineate lungo le due pareti, una cappella e la farmacia dell’ospedale, nella quale lo speziale preparava i medicamenti. Attigua alla sala, la cucina, nella quale si provvedeva ai pasti per i degenti.

Ambienti ricostruiti dal Terziere Fraporta

Bottega del ceraiolo (via degli Artigiani) dove viene riproposta la produzione manuale dei ceri e dei dupleri in cera d’api. Il processo ha inizio con l’estrazione della cera dai favi freschi prelevati dai bugni, a cui segue la lavorazione della bambagia per la realizzazione dello stoppino e la colatura della cera fusa per la fabbricazione dei ceri e dupleri finiti. Ciò che contraddistingue l’ambiente è il profumo intenso di miele e cera d’api sprigionato durante il processo produttivo

Bottega del falegname (via degli Artigiani) frutto di un’accurata ricerca degli strumenti e delle attrezzature caratterizzanti il periodo storico di riferimento, la bottega del falegname si presenta con un arredamento tipico, in cui spiccano due banchi da lavoro con differenti sistemi di bloccaggio, cavalletti di diverse misure e un tornio a pedale. La ricostruzione è completata da asce, trivelle per le assi, strumenti di misurazione, seghe, trapani a mano ed altri utensili necessari per la lavorazione del legno

Bottega del fabbro (via degli Artigiani) dove è stata ricostruita una vera e propria fucina a carbone funzionante, dotata di un mantice per alimentare il fuoco, elemento centrale dell’officina. Attorno ad essa trovano posto gli strumenti essenziali per la lavorazione del metallo, tra cui incudini, pinze, martelli, punzoni e lime. Una grande mola ad acqua, utile per l’affilatura degli utensili, completa la bottega. Il calore sprigionato dal carbone incandescente e il suono ritmico del martello sull’incudine caratterizzano l’ambiente ricostruito

Complesso conventuale di San Francesco a cui è demandato il compito di rievocare una parte della vita conventuale dei Frati Minori alla fine del Trecento. Al suo interno si trovano tre diversi luoghi: la Chiesa di San Francesco in piazza San Francesco (grande edificio in stile tardo romanico del XIII-XIV secolo che sorge nel luogo in cui dimorò San Francesco per diversi giorni nel 1213), l’Orto medievale a Palazzo Fraporta (con sette aiuole, differenti sia per forma che per tipologia di piante coltivate al loro interno, tra le quali specie vegetali tipiche del periodo storico di riferimento, essenze officinali e alimentari, perenni e annuali, arboree ed erbacee. Al centro anche un pozzo trecentesco originale) e l’Officina delle spezie a Palazzo Fraporta (che completa il complesso conventuale e dove si trasforma il frutto della terra in rimedio medicamentoso)

Cantiere Medievale (a Palazzo Fraporta), ricostruzione di un vero e proprio cantiere edile medievale, il cui fulcro è rappresentato da una complessa macchina azionata dalla forza motrice umana, costituita da una ruota in legno, una gru e una serie di carrucole per il sollevamento dei pesi, come pietre e legname. Ovviamente, sono presenti le strutture lignee, elevate parallelamente all’edificio in costruzione e tenute insieme da corde, che costituiscono l’impalcatura su cui gli operai si possono muovere e lavorare. Non mancano strumenti ed attrezzi tipici dei cantieri medievali

Ambienti ricostruiti dal Terziere Santa Maria

Chiesa di Santa Maria Impensole (via Mazzini) luogo di culto che conserva la sua sacralità con un grande crocifisso ligneo ed un trittico, il tutto illuminato dalla luce di tremolanti fiammelle.

Spezieria (via Santa Maria Impensole) bottega dello speziale, figura di grande rilievo, un po’ medico un po’ confidente, dove venivano raccolte erbe ai fini di cure mediche

Bottega dell’armaiolo (via San Giuseppe) ricreato ogni minimo dettaglio di oggetti atti alla difesa: con l’utilizzo di un grande maglio ed altri strumenti, vengono forgiate spade, lance, pugnali, scudi, armature e maglie metalliche

Cereria (vicolo delle Torri) luogo dove venivano realizzate candele in pura cera d’api, sciolta a bagnomaria, colata su stoppini di canapa e appesa a raffreddare su assi di legno

Stufe (via Mazzini) ambiente ambiguo e lussurioso, le stufe tenevano caldi dei bagni pubblici, dove uomini e donne, si bagnavano nelle stesse vasche

Bottega del dipintore (vicolo degli Orti) che offre uno sguardo suggestivo su un mestiere di elevata competenza. Di particolare rilevanza sono i colori, ricavati dal mondo vegetale, talvolta reperiti dallo speziale

Difesa (Porta Nova) ricostruito da esperti falegnami, un enorme portone, un ballatoio e un accampamento medievale per la difesa della città

Lavatorium monasterii San Lucae (via Gattamelata, negli ex lavatoi) lavanderia del Monastero di San Luca, dove le monache benedettine si ritrovavano per fare il bucato

ANIMA E CUORE DEI TRE TERZIERI TRA GIORNATE MEDIEVALI E AMBIENTAZIONI TIPICHE

Tre appuntamenti per il salto indietro nel tempo fino al Medioevo

Minuziose nella bellezza e nella ricerca storica, ricche di anima e cuore dei contradaioli dei Terzieri, sono pronte ad andare in scena le Giornate Medievali della 57esima edizione della Corsa all’Anello di Narni: restituzioni di uno studio molto accurato che dura tutto l’anno, le scene trecentesche sono tra gli appuntamenti più attesi della Festa. Ma non finisce qui, le Giornate, infatti, vedono un proseguo fino all’11maggio grazie alle ambientazioni permanenti ospitate in angoli suggestivi e caratteristici della città.

Sabato 26 aprile alle 17 (e a seguire due repliche consecutive) si inizia con la Giornata Medievale del Terziere Mezule “D’amore e altre storie” in vicolo dei Capretti (lato vicolo del Moro). Narni 1396, una giornata qualunque nel Terziere di Mezzo. Seguendo le tracce di un amore impossibile tra due giovani di religione diversa, si entra in un percorso itinerante lungo il quale sono mostrati mestieri, abitudini, mentalità e usanze di una piccola comunità. Ingresso euro 3

Domenica 27 aprile alle 18.30 a Porta della Fiera sarà la volta della Giornata Medievale del Terziere Santa Maria “Le grida della Terra”. E venne sul carro, un giorno. Unte le mani, il ventre e la bocca. Ella andava e mieteva. Alcuno scansava mentre ad altro, per difetto o per diletto, s’accostava. E mentre di quello essa gioiva, quegli restava e prestamente moriva. Con la sorte di uomini e donne, giocava. Coi giorni finiti dei pargoli e con quelli straziati delle madri. Nessuna giustizia, nessun pentimento. Solo il gioco, la burla di colei che nulla mai perde e al caso affida fratelli e sorelle. Guardate le mani, guardatevi il collo. Restate lontani dai vostri congiunti. Scappate, piangete. Null’altro potrete. Ingresso euro 3

Infine, lunedì primo maggio alle 16 si chiude con la Giornata Medievale del Terziere Fraporta “La disputa dello spazio”, da Via Aurelio Saffi alla Loggia degli Scolopi (ingresso pubblico da via della Pinciana). In uno spiazzo di un piccolo borgo, una semplice staccionata diventa il fulcro di un’accesa disputa tra due uomini decisi a non cedere di un passo. Le parole si infiammano e il litigio si trasforma in una questione di principio. Quando ogni tentativo di accordo fallisce, l’unica soluzione sembra essere la nomina di due arbitri per riportare ordine e giustizia. Ma quale sarà il verdetto? Ingresso euro 3

AMBIENTI RICOSTRUITI DA MEZULE

Bottega dell’armaiolo (piazza Pozzo della Comunità, 11) – Il Capitolo XI del Libro III degli Statuti cittadini, offre un elenco di armi da offesa in uso a Narni nel 1371: quasi tutte sono semplici attrezzi da lavoro (rovaria, falcastro, mandaria), da caccia o di uso quotidiano (coltello, spiedo). Fanno eccezione soltanto due armi: la lancia e la spada.

Bottega del lanaio (vicolo dei Lavatoi) – Ricostruita all’interno di un lavatoio pubblico, la bottega testimonia l’importanza dell’arte della lana a Narni. Nella bottega sono mostrate alcune fasi di lavorazione sul fiocco: la “vergheggiatura”, l’oliatura, la pettinatura e la “appennacchiatura”, operazioni attraverso le quali la lana veniva trasformata in faldelle, pronte per essere filate con il fuso e la rocca.

Bottega del decoratore (vicolo dei Capretti, 6) – Ricostruzione della bottega e dell’alloggio di un decoratore di ceramiche. Nella bottega sono esposte ceramiche decorate aperte e chiuse, riprodotte da artigiani/storici secondo gli originali dell’epoca esposti nei musei dell’Umbria.

Bottega del vasaio (vicolo dei Capretti, 8) con la ricostruzione del processo di produzione di ceramiche di un vasaio del 14esimo secolo.

Ospedale di San Giacomo (via Cocceio Nerva, 2) che mostra la ricostruzione di uno dei reparti dell’antica struttura della civitas narnese, attiva fin dai primi anni del 1300, preceduta da un androne di accesso e da un piccolo cortile dotato di un pozzo, immaginato come il chiostro del monastero nel quale le gettaticce filavano la lana.

AMBIENTI RICOSTRUITI DA FRAPORTA

Bottega del ceraiolo (via degli Artigiani) – All’interno della bottega viene riproposta la produzione manuale dei ceri e dei dupleri in cera d’api, immersi in un profumo intenso di miele e cera d’api sprigionato durante il processo produttivo.

Bottega del falegname (via degli Artigiani) – Frutto di un’accurata ricerca degli strumenti e delle attrezzature caratterizzanti il periodo storico di riferimento, la bottega si presenta con un arredamento tipico, completa di utensili necessari per la lavorazione del legno.

Bottega del fabbro (via degli Artigiani) – Ricostruita una vera e propria fucina a carbone funzionante, dotata di un mantice per alimentare il fuoco, elemento centrale dell’officina. Attorno ad essa trovano posto gli strumenti essenziali per la lavorazione del metallo.

Complesso conventuale di San Francesco (piazza San Francesco) – Luogo dove viene rievocata una parte della vita conventuale dei Frati minori alla fine del Trecento. Al suo interno si trovano tre diversi luoghi: la Chiesa di San Francesco, l’Orto medievale e l’Officina delle spezie.

Chiesa di San Francesco – Grande edificio in stile tardo romanico del 13esimo – 14esimo secolo, sorge nel luogo in cui dimorò San Francesco per diversi giorni nel 1213.

Orto medievale – Sette aiuole, differenti sia per forma che per tipologia di piante coltivate al loro interno, tra le quali essenze officinali ed alimentari, perenni ed annuali, arboree ed erbacee. Al centro dell’orto è presente un pozzo trecentesco originale.

Officina delle spezie – Posta logisticamente accanto all’orto, come da canoni storici, per permettere al frate di adempiere con maggiore comodità alla mansione del mutare il frutto della terra in rimedio medicamentoso.

Cantiere medievale (palazzo Fraporta) – Ricostruzione di un vero e proprio cantiere edile medievale. Il fulcro del cantiere è rappresentato da una complessa macchina azionata dalla forza motrice umana, costituita da una ruota in legno, una gru e una serie di carrucole per il sollevamento dei pesi, come pietre e legname. Ovviamente, sono presenti le strutture lignee, elevate parallelamente all’edificio in costruzione e tenute insieme da corde, che costituiscono l’impalcatura su cui gli operai si possono muovere e lavorare. Non mancano, infine, strumenti ed attrezzi tipici dei cantieri medievali.

AMBIENTI RICOSTRUITI DA SANTA MARIA

Chiesa di Santa Maria Impensole (via Mazzini) – Luogo di culto che conserva la sua sacralità con un grande crocifisso ligneo ed un trittico, il tutto illuminato dalla luce di tremolanti fiammelle.

Spezieria (via Santa Maria Impensole) – In un ambiente sacro e mistico, si staglia la bottega dello speziale, figura di grande rilievo, un po’ medico un po’ confidente. In questa bottega venivano raccolte erbe ai fini di cure mediche.

Bottega dell’armaiolo (via San Giuseppe) – ambiente ricreato in ogni minimo dettaglio con oggetti atti alla difesa: con l’utilizzo di un grande maglio ed altri strumenti, vengono forgiate spade, lance, pugnali, scudi, armature e maglie metalliche.

Cereria (vicolo delle Torri) – Luogo dove venivano realizzate candele in pura cera d’api, sciolta a bagnomaria, colata su stoppini di canapa ed appesa a raffreddare su assi di legno.

Stufe (via Mazzini) – Ambiente ambiguo e lussurioso. Le stufe tenevano caldi dei bagni pubblici, dove uomini e donne, si bagnavano nelle stesse vasche.

Bottega del dipintore (vicolo degli Orti) – Sguardo suggestivo su un mestiere di elevata competenza. Di particolare rilevanza sono i colori, ricavati dal mondo vegetale, talvolta reperiti dallo speziale.

Difesa (Porta Nova) – Ricostruito da esperti falegnami, un enorme portone, un ballatoio ed un accampamento medievale. Tutto ciò serviva alla difesa della città.

Lavatorium Monasterii San Lucae (via Gattamelata, ex lavatoi) – Lavanderia del Monastero di San Luca, dove le monache benedettine si ritrovavano per fare il bucato.

Biglietti per la Corsa all’Anello dell’11 maggio in prevendita su circuito VivaTicket

ALLA CORSA ALL’ANELLO È TEMPO DI “GIORNATE MEDIEVALI” E SUGGESTIVE AMBIENTAZIONI DELL’EPOCA

NARNI – Immancabili nel ricco programma della Corsa all’Anello le “Giornate Medievali” curate nei luoghi dei tre Terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria con l’intento di riportare Narni indietro nel tempo e far assaporare in pieno a cittadini, turisti e appassionati del genere, momenti salienti di vita quotidiana attraverso performance site -specific ricreate minuziosamente dai contradaioli, che non si fermano però solo alle singole messinscene ma vedono il loro proseguo nelle ambientazioni trecentesche permanenti, tra arte e mestieri, durante tutto il periodo della Festa lungo le vie e in angoli inconsueti della città.

Ambienti che sono frutto di un minuzioso lavoro di ricerca dei contradaioli, che inizia poco dopo la conclusione della Corsa all’Anello e finisce solo l’anno successivo con la realizzazione dei suggestivi capolavori da vivere tra sapori, profumi e colori dell’epoca, che, di edizione in edizione, si arricchiscono di nuovi particolari e scenari.

La Giornata Medievale del Terziere Mezule sarà la prima ad andare in scena in questa 55esima edizione sabato 29 aprile alle 19.30 alla Rocca Albornoz sotto il titolo “La croce e la spada”: alla scoperta di un luogo che ospitò un monastero clariano intitolato a Santa Maria Maddalena. La comunità di sorores, che vi si era insediata nel 1228, fu improvvisamente sfrattata e il loro monastero fu distrutto per far spazio alla fortezza voluta dal cardinale Albornoz. La Rocca come luogo simbolo, dunque, prima delle clarisse e poi del potere papale su Narni. Come cambia uno spazio con il trascorrere del tempo? Che cosa ci racconta una dimora che negli anni ha assistito immobile al passaggio di coloro che l’hanno abitata e usata per scopi diversi? In quello stesso luogo si sono consumate vite diverse, fondate su ideali religiosi apparentemente comuni, ma contrastanti: la croce e la spada.
Costo del biglietto di ingresso 3 euro

Domenica 30 aprile alle 21 sarà la volta di “Nulla corona: il potere dell’acqua di San Giovanni”, Giornata del Terziere Santa Maria in via Mazzini a palazzo Arca: a palazzo Orsini si prepara un banchetto in onore di Nicola, della sua famiglia e delle nobili famiglie narnesi. Ma le ombre della notte di San Giovanni si allungano fra i convitati. Fra cerimonie, riti e festeggiamenti i figli di Narni rivendicheranno le proprie origini.
Costo del biglietto di ingresso 3 euro, spettacolo con due repliche a gruppi di 50 persone ciascuna

Lunedì primo maggio alle 15 spazio alla Giornata del Terziere Fraporta con “L’acqua del ricordo” in via Cairoli e via San Giuseppe (ingresso pubblico da vicolo Cairoli): nei giorni che precedono i festeggiamenti per San Giovanni Battista, in una piazza del paese, il popolo si dedica alle consuete azioni quotidiane ma, all’improvviso, l’acqua creerà un momento di gioia ed euforia e farà affiorare ricordi.
Costo del biglietto di ingresso 3 euro, spettacolo con repliche

AMBIENTI RICOSTRUITI DA MEZULE

-“Armaiolo” in piazza Pozzo della Comunità, in cui si può ritrovare il fascino dei cavalieri medievali e il valore aggiunto delle armi da loro utilizzate in battaglia
-“Vasaio” e “Decoratore” in vicolo dei Capretti, bottega manufatturiera di cottura di vasi e utensili di varia destinazione la prima e bottega dell’artista che, successivamente, adornava le creazioni (in questo 2023 arricchito con nuove decorazioni in ceramica): due ambienti correlati l’un l’altro e situati quest’anno in due nuove stanze contigue
-“Hospitalis Civitas Narniae” in via Coccio Nerva, allestito in un antico palazzo che ospita un reparto destinato alle donne (distaccamento dell’antico ospedale narnese di San Giacomo), con due file parallele di letti per i degenti in mezzo ai quali spicca un altare con velarium e, sulla tovaglia di lino riprodotta fedelmente con ricamo su trama, il recipiente “Agnus Dei” per la dispensazione dell’ostia ai fedeli
-“Lanaiolo” in vicolo dei Lavatoi, bottega di lavorazione della lana, arte strettamente collegata all’utilizzo dell’acqua

AMBIENTI RICOSTRUITI DA FRAPORTA

-“Bottega del ceraiolo” in via degli artigiani, con produzione manuale di ceri e dupleri in cera d’api, partendo dalla lavorazione della bambagia per realizzare lo stoppino fino al prodotto finito
-“Bottega del falegname” in via degli Artigiani, con strumenti e attrezzature ricercate necessari alla lavorazione del legno
-“Complesso conventuale di San Francesco” in piazza San Francesco, rievocativo della vita dell’epoca tra luogo religioso (edificio in cui dimorò San Francesco per 1213), Orto medievale (ricco di specie vegetali in cui era possibile trovare essenze necessarie sia ai medicamenti che alimentari in cui spicca un pozzo originale del Trecento) e Officina delle spezie (dove i frati creavano rimedi medicantosi)
-“Cantiere medievale” a palazzo Fraporta, cantiere edile medievale composto da una ruota in legno, una gru e una serie di carrucole per il sollevamento dei pesi, come pietre e legname, utilizzabile unicamente grazie alla forza motrice umana

AMBIENTI RICOSTRUITI DA SANTA MARIA

-“Chiesa di Santa Maria Impensole” in via Mazzini con il suo maestoso crocifisso ligneo e l’illuminazione naturale delle fiaccole
-“Spezieria” in via Santa Maria Impensole, tra sacro e mistico, con oggetti in ceramica completamente rinnovati quest’anno, per la bottega dello speziale che fungeva sia da medico che da confidente
-“Bottega dell’armaiolo” in via San Giuseppe, con oggetti atti alla difesa e luogo per forgiare spade, lance, pugnali, scudi, armature e maglie di protezione
-“Cereria” in vicolo delle Torri, dove venivano realizzate le candele in pura cera d’api, fondamentali per l’illuminazione all’epoca
-“Stufe” in via Mazzini, che quest’anno, dopo la scoperta di un’ulteriore stanza all’interno, ospita due distinti spazi, uno dedicato alle vasche con acqua calda, utilizzate sia dagli uomini che dalle donne, e uno più lascivo in cui venivano soddisfatte altre necessità al chiarore del focolare
-“Bottega del dipintore” in vicolo degli Orti, in cui spiccano i colori ricavati dal mondo vegetale e, a volte, reperiti dallo speziale
-“Lavatorium Monasterii San Lucae” in via Gattamelata, nuovo ambiente dove è stata ricreata ricreata la stanza in cui le monache lavavano la propria biancheria
-“Difesa” a Porta Nova, con tutto ciò che occorreva per difendere la città da aggressioni esterne, quest’anno completamente ristrutturata dove sono stati ricostruiti i due ballatoi

Connesso a questo viaggio storico nel 1371 anche il Circuito degli Ambienti Medievali di Narni promosso da Sistema Museo, realtà grazie alla quale è possibile partecipare a visite guidate specifiche nella Narni medievale, realizzate appositamente durante la Festa. Prenotazioni: 328 0746383 tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

LE MOSTRE VISITABILI FINO AL 14 MAGGIO

“La bellezza è la fragilità della vita – La beauté est la fragilité de la vie” di Xavier Vantaggi nella sala ex Refettorio di palazzo dei Priori, “Ludinlustris” – V lustri de lo Puer Ludens di Mariangela Fortunati nella sala della Bandiera di palazzo Eroli, “Mostra del costume medievale di Narni e del costume tradizionale di Osilo (SS)” nella sala del Camino di palazzo Eroli, “Tracce 2023: la poesia dell’acqua” nell’auditorium Bortolotti del Complesso San Domenico, “Ars Palliorum 2023” Bravio “Pater Patriae” dell’artista Marco Piantoni nella sala ex Refettorio di palazzo dei Priori, “Alla bottega di Battista da Narni” con i gioielli del Corteo Storico dell’artista orafo narnese Mario Matticari nel museo Multimedievale di palazzo dei Priori, “Mostra Piero Passone” nella sala Carracciolo dell’Asp Beata Lucia.

INFORMAZIONI PARCHEGGI

Durante i ventuno giorni, oltre al parcheggio del Suffragio ai piedi della città e di via dei Cappuccini, sarà possibile usufruire di alcune aree di sosta in zone limitrofe che prevedono il servizio di navette andata/ritorno per Narni, che andranno a integrare il servizio pubblico ordinario.

Parcheggio Corsa all’Anello con Bus shuttle (servizio a pagamento, euro 6 giornaliero): aperto il 28/29/30 aprile – 1/3/5/6/7/11/12/13/14 maggio Miriano – Narni

Navette gratuite tutti i giorni festivi e prefestivi durante l’evento (28/29/30 aprile – 1/3/5/6/7/11/12/13/14 maggio)

-Linea 1 “Narni – Narni” scalo dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 01.30, ogni 20 minuti

-Linea 2 “Narni – Santa Lucia” dalle 18.30 alle 01, ogni 50 minuti (andata 18.30 e ritorno 01.00)

-Linea 3 Narni Testaccio (area sosta non attrezzata Testaccio e camping Monti del Sole) dalle 18 alle 01.00, ogni 40 minuti (andata 18.30 e ritorno 01.00). Per il 14 maggio: partenza alle 10.30 e ritorno alle 19

APP CORSA ALL’ANELLO

Scaricabile sia da Apple store che da Play store Android l’app Corsa all’Anello, utile per rimanere aggiornati in tempo reale sul programma (anche in caso di variazioni), consultare news e visualizzare una mappa dettagliata della città e dei luoghi nei quali si sviluppano gli eventi nei territori di competenza dei Terzieri, le aree parcheggio e il servizio navette.

Corsa, al via le giornate medievali dei terzieri

giornate medievali - Fraporta

NARNI 24 aprile 2022 – Al via le giornate medievali dei terzieri, che tornano nelle piazze e nei vicoli del centro storico, dopo tre anni di assenza a causa della pandemia. Un atteso ritorno, quindi, per uno degli eventi della tradizione più sentiti della Corsa all’Anello e più inclusivi per quanto riguarda i contradaioli.

LE GIORNATE MEDIEVALI 2022

Domani, lunedì 25 aprile inizierà Santa Maria in Piazza San Bernardo alle 21.30 con “Vespera iudeorum”. Il racconto di una sera qualunque, nella Narni medievale, nella comunità ebraica. Il biglietto d’ingresso è di 2 euro. Lo spettacolo (con ingresso da Piazza Bocciarelli) è unico per una capienza massima di 40 persone. L’evento verrà ripetuto in base all’affluenza. La responsabile della giornata medievale è Francesca Raspi.

Sabato 30 aprile alle 21.30 sarà la volta del terziere Mezule con “De Contemptis, emarginati, esclusi, perseguitati” che merrà in scena la sua giornata medievale in Vicolo dei Capretti, Via dei Lavatoi, Via Cocceio Nerva, Sagrato della Chiesa di Santa Margherita. De Contemptis è un viaggio all’interno di un bassofondo. Crimini, miserie umane e pregiudizi, si intrecciano a storie di redenzione che si dipanano sotto lo sguardo cieco di un umile francescano. In un universo parallelo, ad Avignone, un vecchio vescovo di Narni, prossimo alla morte e tormentato dai dubbi, si interroga sul suo passato da inquisitore. Il biglietto è di 2 euro. Lo spettacolo (con ingresso da Via del Moro) sarà itinerante a gruppi di 30 persone, con repliche. Le responsabili della giornata medievale sono Francesca Carlini e Mariella Agri.

Domenica 1 maggio alle 16.30 in Piazza San Francesco e Vicolo del Teatro, il terziere Fraporta proporrà la sua giornata medievale intitolata “Un piccolo cero”. Immersi in un ambiente medievale verranno messi in scena scorci di vita quotidiana incastonati in un racconto di futuro. Il biglietto d’ingresso è di 2 euro. Lo spettacolo sarà ripetibile in base all’affluenza. Il responsabile della giornata medievale è Francesco Colasanti.

Oltre alle Giornate Medievali il programma della Corsa 2022 propone tantissimi altri eventi…

ALTRI EVENTI
Domani, 25 aprile, dalle 9 alle 20 in Piazza dei priori ci sarà il Mercato Medievale ed alle 15 le prove ufficiali della Corsa all’Anello (sei prove per ogni terziere, tre minuti per ciascun binomio). Alle 17.30 nella Sala Consiliare di Palazzo del Podestà ci sarà “La fame e l’abbondanza. Come cambia l’alimentazione dopo la peste nera”, conferenza del professore Massimo Montanari. La conferenza sarà seguita, nell’atrio di Palazzo del Podestà, dal seminario di cucina medievale “La fame e l’abbondanza. Ricette medievali del dopo – peste”, con dimostrazioni dal vivo di Elisabetta Carli.

Martedì 26 aprile alle 10 in Piazza dei Priori si terrà un evento a cura della scuola primaria di San Liberato. Alle 16.30 in Piazza dei Priori ci sarà una sfilata e balletto della scuola dell’infanzia Gianni Rodari di Narni Scalo, con musica medievale.

Mercoledì 27 aprile alle 21.30 in Piazza dei Priori si terrà lo spettacolo di danza a cura del gruppo “Il Corteggio” del terziere Mezule “De la vita nova, il seme sarai”. Meditazione in danza, riflessioni su temi di attualità dal punto di vista medievale.

Giovedì 28 aprile dalle 16 in cenrro storico ci sarà la visita della giuria del Bravio agli amibienti medievali ed antchi mestieri ricostruiti dai tre terzieri.

Venerdì 29 aprile alle 18 in centro storico ci sarà l’animazione itinerante delle scuole musici dei tre terzieri “Piccoli musici crescono” ed alle 19 all’Orto di Poca Considerazione di Palazzo dei Priori ci sarà un nuovo appuntamento degli Aperitivi delle Pergamene. Degustazione di birra artigianale con Massimo Posati e tartufo di Urbani Tartufi. Alle 21.30 in Piazza dei Priori, sarà la volta dello spettacolo di danze storiche “Or vegna la danza”, a cura del gruppo “La pazzia del ballo” del terziere Fraporta.

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