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DEBUTTANO LE GIORNATE MEDIEVALI, INTRECCIATE CON GLI AMBIENTI SCENOGRAFICI DIFFUSI IN LUOGHI SUGGESTIVI DELLA CITTÀ

Tra fede, inganni e memoria, tre spettacoli per raccontare il Trecento tra novelle, beffe e storie di vita

Le Giornate medievali della 58esima edizione della Corsa all’Anello di Narni sono pronte a prendere vita venerdì primo maggio: frutto di un lavoro meticoloso portato avanti durante tutto l’anno, le rievocazioni trecentesche rappresentano uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione. E non è tutto: le Giornate si intrecciano anche con le scenografie permanenti (gli ambienti) allestite nei luoghi più suggestivi e caratteristici della città.

Le giornate medievali (primo maggio)

La prima ad andare in scena sarà la Giornata medievale del Terziere Fraporta alle 16 in piazza Marconi: “La fede cieca”, uno spaccato di vita quotidiana che rievoca e rielabora una novella di Boccaccio. In questa rappresentazione, come si può intuire dal titolo, verrà messo in scena il rapporto tra le persone e la fede in un piccolo paese del tempo. Attraverso gesti, parole e situazioni della vita di ogni giorno, il pubblico potrà intravedere credenze, speranze e timori che animavano la comunità. L’arrivo improvviso di un frate, portatore di una preziosa reliquia, romperà la tranquilla routine del paese.

La seconda alle 18.30 (con replica a seguire) alle case popolari Santa Margherita è la Giornata medievale del Terziere Mezule: “Affare Giubileo”. Giovanni Boccaccio e la “commedia umana”: quando il racconto degli umani espedienti si intride di beffa, sagacia e arguzia. Un omaggio in punta di piedi, per onorare uno dei grandi protagonisti della nostra letteratura. Un viaggio tra sacro e profano, nel quale inganni e contro inganni s’intersecano alla storia di un giubileo senza Papa e dei Santi narnesi.

A chiudere, alle 21.30 nel giardino dell’ex Palazzo Capocaccia (all’Ostello Sant’Anna) è il Terziere Santa Maria: “Silentium quod fortunam fecit”, in cui si narra di colui che, grazie alla sua astuzia, seppe piegare la sorte a proprio vantaggio, sbeffeggiando l’ipocrisia del clero. E di coloro che trasformarono quell’ingegno in piacere.

Ambienti ricostruiti dal Terziere Mezule

Bottega del lanaio (vicolo dei Lavatoi) ricostruita all’interno di un lavatoio pubblico, la bottega testimonia l’importanza dell’arte della lana a Narni. Dotata di un apposito Statuto, dal quale si evince che l’organizzazione e gli organi della corporazione erano simili a quelle di altre città italiane, l’arte è rimasta attiva fino al XIX secolo. La sua lunga tradizione è testimoniata dalla presenza, in piazza Galeotto Marzio, del Palazzo della Lana, oggi sede universitaria. Nella bottega sono mostrate alcune fasi di lavorazione sul fiocco: la “vergheggiatura”, l’oliatura, la pettinatura e la “appennacchiatura”, vale a dire le operazioni attraverso le quali la lana veniva trasformata in faldelle, pronte per essere filate con il fuso e la rocca.

Bottega del decoratore (vicolo dei Capretti) ricostruzione della bottega e dell’alloggio di un decoratore di ceramiche. A partire dal XIII, in Italia fu introdotta la tecnica della smaltatura: la novità del “fondo bianco”, permise ai nostri decoratori di riprodurre le ceramiche provenienti dalla Spagna araba, in particolare dall’isola di Maiorca, le cosiddette “majorche” o “majoriche”, da cui il termine maiolica. A Narni, un magnifico esempio di bacini ceramici (maioliche innestate a scopo decorativo negli edifici), si può ammirare sul campanile della Cattedrale. Nella bottega sono esposte ceramiche decorate aperte e chiuse, riprodotte da artigiani/storici secondo gli originali dell’epoca esposti nei musei dell’Umbria.

Bottega del vasaio (cicolo dei Capretti) dove è ricostruito ricostruisce il processo di produzione di ceramiche di un vasaio del XIV secolo: la foggiatura dell’argilla con il tornio, l’essiccazione dei prodotti su un piano d’appoggio non irraggiato dal sole, la cottura dei manufatti nella fornace verticale a due camere separate. I pirometri non esistevano ancora, perciò gli artigiani dell’epoca cuocevano i loro prodotti in maniera empirica, sfruttando l’esperienza personale acquisita sul campo. Non di rado però i manufatti si rompevano durante la cottura e gli scarti della lavorazione, detti butti, venivano gettati nelle fosse e nei canali di scarico: grazie a questa consuetudine, gli archeologi sono stati in grado di ricostruire le tecniche di lavorazione e le tipologie di ceramiche prodotte nel corso dei secoli.

Ospedale di San Giacomo (via Cocceio Nerva), locale che mostra la ricostruzione di uno dei reparti dell’antico Ospedale di San Giacomo, importante struttura della civitas narnese. Attivo fin dai primi anni del 1300, l’ospedale sorgeva nel tratto dell’antica via Flaminia dal quale si raggiungeva Roma (l’attuale via XX Settembre), dove è ancora visibile una traccia, riproposta nella nostra ricostruzione: una targa con la scritta H.C.N. (Hospitalis Civitas Narniae) e un numero romano, che probabilmente indicava uno dei reparti ospedalieri.
Nei pressi dell’ospedale anche un monastero, forse di Sant’Agnetis, nel quale venivano accolte ed allevate le “gettaticce”, vale a dire le bambine abbandonate. Il ricostruito reparto è preceduto da un androne di accesso e da un piccolo cortile dotato di un pozzo, immaginato come il chiostro del monastero nel quale le gettaticce filavano la lana.
Il luogo di degenza è allestito secondo le consuetudini dell’epoca: si riteneva che le esigenze fondamentali dei ricoverati fossero cibo, giaciglio e ufficio divino. Nella sala sono state perciò predisposte due file di letti frontali allineate lungo le due pareti, una cappella e la farmacia dell’ospedale, nella quale lo speziale preparava i medicamenti. Attigua alla sala, la cucina, nella quale si provvedeva ai pasti per i degenti.

Ambienti ricostruiti dal Terziere Fraporta

Bottega del ceraiolo (via degli Artigiani) dove viene riproposta la produzione manuale dei ceri e dei dupleri in cera d’api. Il processo ha inizio con l’estrazione della cera dai favi freschi prelevati dai bugni, a cui segue la lavorazione della bambagia per la realizzazione dello stoppino e la colatura della cera fusa per la fabbricazione dei ceri e dupleri finiti. Ciò che contraddistingue l’ambiente è il profumo intenso di miele e cera d’api sprigionato durante il processo produttivo

Bottega del falegname (via degli Artigiani) frutto di un’accurata ricerca degli strumenti e delle attrezzature caratterizzanti il periodo storico di riferimento, la bottega del falegname si presenta con un arredamento tipico, in cui spiccano due banchi da lavoro con differenti sistemi di bloccaggio, cavalletti di diverse misure e un tornio a pedale. La ricostruzione è completata da asce, trivelle per le assi, strumenti di misurazione, seghe, trapani a mano ed altri utensili necessari per la lavorazione del legno

Bottega del fabbro (via degli Artigiani) dove è stata ricostruita una vera e propria fucina a carbone funzionante, dotata di un mantice per alimentare il fuoco, elemento centrale dell’officina. Attorno ad essa trovano posto gli strumenti essenziali per la lavorazione del metallo, tra cui incudini, pinze, martelli, punzoni e lime. Una grande mola ad acqua, utile per l’affilatura degli utensili, completa la bottega. Il calore sprigionato dal carbone incandescente e il suono ritmico del martello sull’incudine caratterizzano l’ambiente ricostruito

Complesso conventuale di San Francesco a cui è demandato il compito di rievocare una parte della vita conventuale dei Frati Minori alla fine del Trecento. Al suo interno si trovano tre diversi luoghi: la Chiesa di San Francesco in piazza San Francesco (grande edificio in stile tardo romanico del XIII-XIV secolo che sorge nel luogo in cui dimorò San Francesco per diversi giorni nel 1213), l’Orto medievale a Palazzo Fraporta (con sette aiuole, differenti sia per forma che per tipologia di piante coltivate al loro interno, tra le quali specie vegetali tipiche del periodo storico di riferimento, essenze officinali e alimentari, perenni e annuali, arboree ed erbacee. Al centro anche un pozzo trecentesco originale) e l’Officina delle spezie a Palazzo Fraporta (che completa il complesso conventuale e dove si trasforma il frutto della terra in rimedio medicamentoso)

Cantiere Medievale (a Palazzo Fraporta), ricostruzione di un vero e proprio cantiere edile medievale, il cui fulcro è rappresentato da una complessa macchina azionata dalla forza motrice umana, costituita da una ruota in legno, una gru e una serie di carrucole per il sollevamento dei pesi, come pietre e legname. Ovviamente, sono presenti le strutture lignee, elevate parallelamente all’edificio in costruzione e tenute insieme da corde, che costituiscono l’impalcatura su cui gli operai si possono muovere e lavorare. Non mancano strumenti ed attrezzi tipici dei cantieri medievali

Ambienti ricostruiti dal Terziere Santa Maria

Chiesa di Santa Maria Impensole (via Mazzini) luogo di culto che conserva la sua sacralità con un grande crocifisso ligneo ed un trittico, il tutto illuminato dalla luce di tremolanti fiammelle.

Spezieria (via Santa Maria Impensole) bottega dello speziale, figura di grande rilievo, un po’ medico un po’ confidente, dove venivano raccolte erbe ai fini di cure mediche

Bottega dell’armaiolo (via San Giuseppe) ricreato ogni minimo dettaglio di oggetti atti alla difesa: con l’utilizzo di un grande maglio ed altri strumenti, vengono forgiate spade, lance, pugnali, scudi, armature e maglie metalliche

Cereria (vicolo delle Torri) luogo dove venivano realizzate candele in pura cera d’api, sciolta a bagnomaria, colata su stoppini di canapa e appesa a raffreddare su assi di legno

Stufe (via Mazzini) ambiente ambiguo e lussurioso, le stufe tenevano caldi dei bagni pubblici, dove uomini e donne, si bagnavano nelle stesse vasche

Bottega del dipintore (vicolo degli Orti) che offre uno sguardo suggestivo su un mestiere di elevata competenza. Di particolare rilevanza sono i colori, ricavati dal mondo vegetale, talvolta reperiti dallo speziale

Difesa (Porta Nova) ricostruito da esperti falegnami, un enorme portone, un ballatoio e un accampamento medievale per la difesa della città

Lavatorium monasterii San Lucae (via Gattamelata, negli ex lavatoi) lavanderia del Monastero di San Luca, dove le monache benedettine si ritrovavano per fare il bucato

ARTE NEL CUORE DELLA CITTÀ. LE MOSTRE DELLA CORSA ALL’ANELLO

Tra le altre, un doppio appuntamento con Arpa Umbria – che per la prima volta si inserisce nel percorso espositivo della storica rievocazione storica – il Bravio di Cristiano Carotti e la mostra fotografica dedicata a Emanuele Squizza

NARNI – Non solo rievocazioni storiche e riti religiosi, alla Corsa all’Anello di Narni (23 aprile – 10 maggio) spazio anche all’arte con le numerose mostre esposte nei luoghi del cuore della città. Da segnalare, tra le altre, un doppio appuntamento con Arpa Umbria – che per la prima volta si inserisce nel percorso espositivo della storica rievocazione storica – il Bravio affidato in questo 2026 all’artista Cristiano Carotti e la mostra fotografica dedicata a Emanuele Squizza, professionista scomparso lo scorso mese di ottobre, ma anche amico affezionato alla Festa e a Narni, che per anni ha rivolto il suo sguardo alla Corsa all’Anello, raccontandone con passione volti, luoghi, storie e colori.

21esima edizione di Tracce con “Il ritorno dell’intuizione: il potere del fuoco” nell’auditorium Mauro Bortolotti del Complesso San Domenico. Direttore artistico Mauro Pulcinella, curatrice Mariacristina Angeli, presentazione Raffaele Federici, organizzazione associazione Minerva – MinervAArte.
“Tracce di immaginifiche combustioni” Raffaele Federici: “E arriva il fuoco, ultimo elemento naturale, ultimo ormone dell’immaginazione dopo acqua, terra e aria. E il fuoco, rispetto agli altri elementi, ci ha reso umani: ci siamo impossessati del fuoco e siamo diventati umani. I miti legati al fuoco sono innumerevoli, impossibile ricordarli in poche righe. E anche dal Medioevo, anche se immaginario o forse solo immaginato, torna a noi, attraverso i versi dei poeti incendiari come furono Giovanni Boccaccio e Cecco Angiolieri, che, sotto il segno di Prometeo, ricordavano il possibile del sublime nel tempo delle passioni.
Gli artisti sono ladri di fuoco, ricordano e celebrano i miti ancestrali nella poetica delle fiamme. Ricordano come il fuoco sia qualcosa di più di un elemento naturale, è un essere. La sola invenzione del fuoco, pietra angolare di tutto l’edificio della cultura come espresso nel mito di Prometeo, è una sfida per il pensiero. Ogni mito è una forma di conoscenza del mondo che precede ogni principio di non contraddizione come fondamento della razionalità. Una sfida complessa nell’ambivalenza che si presta a interpretazioni di sublimazione dialettica. La dialettica della purezza e dell’impurità gli appartengono entrambe.
Il fuoco segno del peccato, del male sessualizzato, ha come altro centro di sublimazione il concetto di purificazione per mezzo del fuoco. Un inferno e un paradiso di pensieri, di riflessioni, che domanda ancora quale è il pensiero dell’arte. E questa è una domanda solo apparentemente bizzarra perché la pittura pensa, incarna quella fenomenologia dell’azione e della percezione che il fuoco ci sollecita. In fondo, senza le immaginifiche combustioni non è possibile definirci umani. Insomma, chi non sa che ‘l fuoco è utilissimo anzi necessario ‘a mortali?”.
Info: dal 24 aprile 10 maggio, inaugurazione 24 aprile ore 17.30. Orari al pubblico: festivi e prefestivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 24, feriali dalle 18 alle 23.

Ars Pallorium 2026 a cura di Gaia Cecca. Bravio 2026 di Cristiano Carotti nell’ingresso di Palazzo dei Priori.
Il Bravio prende il titolo di “L’anno del cavallo di fuoco”, installazione che l’artista Cristiano Carotti dedica alla Corsa all’Anello 2026. Un omaggio alla forza trasformativa del cavallo di fuoco, come archetipo di energia vitale e libertà. Il fulcro dell’opera è il Bravio, interpretato dall’artista come omaggio al potente simbolo del nuovo ciclo astrologico del calendario cinese, in cui il fuoco è passione, volontà e desiderio di rinascita. Nell’atrio e nel chiostro di Palazzo dei Priori, Carotti da forma ad un dialogo scultoreo che celebra la sintonia tra uomo e cavallo, essenziale nella corsa come è essenziale l’equilibrio tra la componente astrale e l’io razionale all’interno della personalità umana. Al centro del chiostro Pegaso, opera pittorica realizzata sui portelloni del rimorchio di un autocarro, con catrame e vernici industriali. Pegaso è incarnazione del viaggio eroico e di unione mistica tra la terra ed il cielo, tra microcosmo e macrocosmo. Il cavallo alato è il ponte tra i mondi, creatura libera che viene premiata, al termine delle proprie imprese, con la trasformazione in costellazione.
Materiali stradali, colori fluo e riferimenti all’ibridazione tra animale e macchina, raccontano un percorso di imprese e di metamorfosi, mentre l’utilizzo del ferro battuto è un chiaro rimando alle radici medievali della città di Narni, alla tradizione culturale ed all’armonia con il territorio.
L’installazione unisce mito, tradizione e contaminazione interculturale, ponendosi come cerchio magico, volto a invocare per tutte e tutti la consapevolezza e la forza necessaria per domare l’impeto dell’Anno del Cavallo di Fuoco.
Info: dal 25 aprile al 10 maggio, inaugurazione il 25 aprile ore 18 nella sala della Vergine di Palazzo dei Priori. Orari al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle18; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

A partire da Boccaccio: vesti, accessori e gesti nel Trecento e Quattrocento” inaugurazione sabato 25 aprile alle 18.30 nella sala ex Refettorio di Palazzo dei Priori.
A seguire, “Il gioiello nel Medioevo, Battista da Narni”, inaugurazione della mostra a cura del laboratorio di Sartoria storica dell’Università dei Rievocatori. Docenti e relatrici: Maria Giuseppina Muzzarelli, Sara Paci Piccolo, Virtus Zallot. Il laboratorio, in linea con il tema del 2026 “Giovanni Boccaccio. La storia, le storie: tra letteratura e verosimiglianza”, ha riproposto, attraverso la lettura dell’iconografia ad esso dedicata, la realizzazione di abiti sia maschili che femminili dei personaggi che la penna dello scrittore ha consegnato alla storia, arricchiti da tutti complementi che splendidamente contribuiscono alla caratterizzazione dei personaggi che al moderno lettore risultano vividi e immediati. Nella mostra verranno esposti tali abiti mostrando la complessità della ricostruzione di un abito storico nell’interezza dei particolari. Dall’immagine di partenza alla scelta del tessuto, dai tagli all’abito ed ai suoi complementi.

La mostra verrà inaugurata da una conferenza, a cura delle tre docenti, che ne illustreranno i contenuti. Per un Boccaccio, un Decamerone, reso tangibile attraverso l’immagine. A completare l’impatto dell’abito storico sul visitatore sarà all’allestimento della mostra delle riproduzioni di gioielli medievali realizzati negli anni dal liceo artistico Orneore Metelli di Terni – Indirizzo Design dei metalli e dell’oreficeria, esclusivamente per la Corsa all’Anello, dopo ricerca storica accurata.
Verrà allestita nel contesto anche l’esposizione dei bozzetti per il Concorso “Bozzetto Corona Dama dell’Anello”, per i quali si potrà esprimere il proprio voto per il premio “Giuria popolare”. Il bozzetto vincitore vedrà realizzato il proprio progetto nell’anno 2027. Info: orari al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 18; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

Scatti di Corsa” nel Chiostro interno Palazzo dei Priori (primo piano). Per la 58esima edizione della Corsa all’Anello, la segreteria tecnica presenta un’esposizione interamente dedicata alla gara equestre moderna, lo spettacolare evento con il quale ogni anno, culmina la rievocazione storica, ogni seconda domenica di maggio al Campo dei giochi sin dal 1969.
Le immagini selezionate andranno a ripercorrere 57 anni di storia della Corsa, raccontando l’evoluzione storica di questo evento attraverso un percorso visivo suddiviso in argomenti tematici, che accompagneranno il visitatore dagli albori della giostra fino alle edizioni più recenti. Info: dal 26 aprile all’ 8 maggio, inaugurazione domenica 26 aprile ore 19. Orari al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 18; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

Visioni di sostenibilità”, mostra di Arpa Umbria nella sala Caracciolo del Complesso Monumentale Beata Lucia, a cura Lorenzo Rubini, che rappresenta un percorso artistico dedicato ai temi della sostenibilità ambientale.
Le opere esposte sono entrate nel patrimonio dell’agenzia attraverso residenze artistiche e progetti culturali sviluppati nel corso degli anni con l’obiettivo di coniugare arte e sensibilizzazione ambientale. Con questa esposizione prende avvio un percorso organico di valorizzazione del patrimonio artistico dell’agenzia, che intende essere progressivamente reso fruibile e riconoscibile come parte integrante della sua identità istituzionale.
Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Perugia e Firenze. Grazie a queste sinergie, giovani artisti hanno potuto confrontarsi con le tematiche legate ai cambiamenti climatici e alla tutela dell’ambiente. La mostra presenta un equilibrio tra artisti affermati e giovani talenti emergenti. Tra gli artisti già riconosciuti figurano Roberto Ghezzi ed Edoardo Ciaffi, noti per la loro ricerca sul rapporto tra arte e natura. Accanto a loro sono presenti giovani artiste come Sofia Cappello, Valeria Massoli ed Emma Genovese, che offrono nuove prospettive espressive.
Le opere raccontano, attraverso linguaggi differenti, le trasformazioni del paesaggio e dell’ecosistema contemporaneo. L’arte diventa così strumento di riflessione e di dialogo con il pubblico. Ogni lavoro invita a osservare con maggiore consapevolezza le fragilità del territorio e, al tempo stesso, suggerisce nuove prospettive per immaginare un futuro più sostenibile. Info: dal 26 aprile al 24 maggio, inaugurazione il 26 aprile ore 17. Orari al pubblico: tutti i giorni dalle 10 alle 18.30.

Anatomia di una tensione” nella chiesa del Complesso monumentale Beata Lucia, mostra di Veronica Sponilli e Martina Taddeucci, a cura di Nicoletta Biglietti e Lorenzo Rubini. Una collaborazione Thepòsito Art Space, Arpa Umbria, associazione Corsa all’Anello e Asp Beata Lucia.
La mostra Anatomia di una tensione mette in dialogo le ricerche di Veronica Sponilli e Martina Taddeucci all’interno dello spazio della chiesa della Beata Lucia, luogo attraversato da una memoria stratificata in cui corpo, tempo e spiritualità si intrecciano. L’architettura verticale della chiesa accoglie opere che indagano la tensione come condizione fisica e simbolica, come forza che agisce sulla materia e come traccia che il tempo lascia sui corpi e sulle cose.
Nel lavoro di Veronica Sponilli la tensione si manifesta come resistenza materiale. Fibre, pesi e strutture precarie rendono visibile un equilibrio instabile, in cui la forza di gravità diventa misura del limite e della durata. In dialogo, la pratica di Martina Taddeucci costruisce immagini e superfici attraverso tessuti riutilizzati, cuciture e stratificazioni, trasformando il gesto pittorico in un processo di sedimentazione della memoria. Le sue opere si presentano come corpi collettivi, archivi fragili in cui il tempo si deposita e continua a operare.
Info: dal 26 aprile al 24 maggio, inaugurazione il 26 aprile ore 17.30. Orari al pubblico: tutti i giorni dalle 10 alle 18.30.

Emanuele Squizza” nel corridoio del Chiostro del Complesso Monumentale Beata Lucia, mostra fotografica a cura del Collettivo Occhio Narrativo.
C’è un mondo che sfugge allo sguardo distratto, un universo parallelo fatto di dettagli minimi, di luci che disegnano volti nel buio, di espressioni che durano un battito di ciglia. È in questo spazio che si muove la fotografia di Emanuele Squizza, un artista che non si limita a guardare, ma osserva con un occhio speciale la Corsa all’anello. La mostra non è una semplice esposizione di immagini, ma un viaggio intimo attraverso la sensibilità di un occhio capace di fermare il tempo e di estrarre la poesia dal quotidiano. Ogni stampa è il risultato di una ricerca quasi ossessiva della composizione e della luce, ma è anche, e soprattutto, un atto d’amore verso il soggetto ritratto.
Info: dal 24 aprile al 10 maggio, inaugurazione il 24 aprile ore 18.30. Orari al pubblico: tutti i giorni dalle 10 alle 18.30.

Ad honorem e reverentiam Beati Juvenalis” nei sotterranei di Palazzo dei Priori, mostra fotografica collettiva dell’associazione Sator. Il 3 maggio rappresenta il momento più alto della tradizione religiosa narnese: la città rende omaggio a San Giovenale, patrono e suo storico difensore. Una ricorrenza che intreccia fede, identità e memoria collettiva, rinnovando ogni anno gesti e rituali carichi di significato.
Ogni festa custodisce una stratificazione di simboli, storie e appartenenze. Nei volti, negli sguardi, nei dettagli della processione e nella partecipazione della comunità si riflette un patrimonio condiviso che attraversa il tempo e si rinnova nel presente.
La fotografia, nel suo farsi testimonianza, ricerca l’essenza di questi momenti: coglie l’attimo, ma al tempo stesso restituisce profondità e continuità. Anche il gesto più semplice diventa così segno, memoria, narrazione visiva di un popolo. Da alcuni anni i fotografi dell’associazione Sator documentano con sensibilità e rigore le ritualità della festa patronale, offrendo uno sguardo plurale su un evento che appartiene all’intera città. La mostra presenta una selezione di immagini realizzate da Alessandro Labianca, Mirko Menghini, Stefano Petrucci, Roberto Pileri, Simonetta Sperandio.
Info: dal 24 aprile 10 maggio, inaugurazione il 25 aprile ore 12. Orari al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 18; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

Ri.Tratti” nel foyer del Teatro Manini, mostra di Eleonora Sernicola, a cura di David Pompili. I tratti insistono, si ripetono, si trasformano. Tra la luce sottile dell’oro e la polvere della grafite, resta qualcosa: sguardi sospesi tra memoria e presenza.
Info: dal 23 aprile al10 maggio, inaugurazione il 23 aprile ore 19. Orari al pubblico: festivi e prefestivi dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 23; feriali dalle 18 alle 23.

Equinozio” stampe dipinte di Hernán Cueva nell’aula Oriana Fallaci della Casa del Popolo, mostra a cura dell’associazione culturale ArteM di Narni in collaborazione con l’associazione Ali della Mariposa di Foligno.
La mostra propone uno sguardo introspettivo sull’Ecuador non solo come territorio geografico, ma come spazio spirituale e memoria viva, dove persistono le tracce dell’ancestralità andina. Il colore, la texture e il ritmo visivo evocano cicli naturali ed energie in costante trasformazione, richiamando i calendari agricoli e i rituali legati agli equinozi. Equinozio non si limita a rappresentare, ma invita ad abitare un modo diverso di comprendere il mondo: uno in cui l’equilibrio non è immobilità, ma movimento armonico; e in cui la pittura diventa uno spazio d’incontro tra il visibile e l’invisibile, il materiale e lo spirituale.
Info: dal 4 al 17 maggio, inaugurazione il 4 maggio ore 17. Orari al pubblico: feriali (dal 5 all’8 maggio e dall’ 11 al 15 maggio) dalle 9 alle 18; festivi (9-10 maggio, 16-17 maggio) dalle 15 alle 19.

Doppia firma” incontro tra arte grafica e mosaico al Laboratorio In Tessere, progetto artistico a cura dell’associazione culturale ArteM e della Scuola di mosaico In Tessere. Residenza artistica e progetto di ricerca tra l’artista Hernán Cueva e Tiziana Mondini, dedicato all’incontro tra grafica e mosaico, un progetto artistico per far dialogare vari linguaggi.
Info: dal 4 al 9 maggio aperto al pubblico (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17), con mostra finale dal 14 al 17 maggio nella Casa del Popolo (feriali dalle 9 alle 18; festivi dalle 15 alle 19).

A NARNI UN MEDIOEVO CHE RIVIVE TRA RITO, CAVALLI E MEMORIA COLLETTIVA

Al via domani la 58esima edizione della Corsa all’Anello. Il programma dei primi giorni

NARNI – Dal 23 aprile al 10 maggio Narni torna a respirare il suo Medioevo. Le pietre si accendono alla luce delle torce, i tamburi scandiscono il tempo, i cavalli tornano a battere il selciato: è la 58esima edizione della Corsa all’Anello, un rito collettivo prima ancora che una rievocazione, capace di avvolgere l’intera città in un tempo altro, sospeso tra memoria e presenza.

Il 2026 porta con sé un doppio filo narrativo. Da un lato Giovanni Boccaccio, nel 650esimo anniversario della morte, che con il “Decameron” restituisce un Trecento vivo, concreto, attraversato da uomini e donne, da viaggi, incontri e destini intrecciati. Dall’altro San Giovenale, patrono della città, di cui ricorrono i 1650 anni dalla morte: figura fondativa, attorno alla quale la Festa è nata e continua a rinnovarsi, anno dopo anno, rinsaldando un legame profondo tra storia, spiritualità e identità.

A Narni il Medioevo non si rappresenta: si vive. Nei giorni della festa i vicoli si popolano di arti e mestieri, i Terzieri ridisegnano lo spazio urbano, le voci si mescolano al suono dei musici e al passo degli animali. Le cerimonie religiose – l’Offerta dei Ceri, la messa solenne e la processione, le Benedizioni dei Cavalieri – custodiscono il senso più autentico della manifestazione, quel filo invisibile che lega la comunità al proprio passato e lo restituisce come esperienza condivisa.
E poi c’è il cavallo. Presenza viva, energia trattenuta, cuore pulsante della sfida.
Il Bravio, realizzato quest’anno da Cristiano Carotti e intitolato “L’anno del cavallo di fuoco”, ne è immagine e simbolo: una visione che fonde forza e tensione, materia e movimento, e che rinnova il racconto della Festa attraverso lo sguardo contemporaneo dell’artista.

La notte del Grande Corteo Storico accende la città di riflessi e ombre, tra centinaia di figure in cammino, ma è al Campo dei giochi che tutto converge. Il 10 maggio i cavalieri dei Terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria entrano in campo: pochi istanti, un galoppo teso, la traiettoria precisa della lancia che cerca l’anello. Precisione assoluta, controllo, istinto. È lì che il gesto si fa essenziale, e la storia diventa sfida.

La nuova Tribuna Gold avvicina lo sguardo e amplifica l’esperienza, ma non cambia la sostanza: quel momento resta sospeso, trattenuto tra il respiro del cavallo e la mano del cavaliere, tra attesa e compimento. A custodire e orientare questo racconto, anche il ritorno della Commissione storico-scientifica, garanzia di rigore e profondità nella ricostruzione, affinché ogni dettaglio continui a parlare con voce autentica.

La Corsa all’Anello è tutto questo: un intreccio di tempo e memoria, di gesto e simbolo, di appartenenza e racconto. Un luogo in cui il passato non è mai davvero passato, ma continua a correre, ogni anno, lungo la stessa traiettoria, tra la polvere del campo, il suono degli zoccoli, la tradizione e lo sguardo di chi osserva.

IL PROGRAMMA DEI PRIMI GIORNI

Si inizia giovedì 23 aprile alle 18 con la Lettura del banno. Dalla loggia del banditore, come nel Medioevo, il banditore leggerà il “banno” lungo le vie della città, momento che sancisce ufficialmente l’inizio della Corsa all’Anello. Da lì, il banditore, a cavallo, percorrerà le vie cittadine, portando l’annuncio a tutti i Terzieri

Alle 19 nel foyer del Teatro Giuseppe Manini inaugurazione di “Ri.Tratti” mostra di Eleonora Sernicola, a cura di David Pompili

Alle 20 in piazza dei Priori esibizione dei piccoli tamburini dei Terzieri Mezule, Fraporta e Santa Maria

Alle 21.30 in piazza dei Priori “Parata giullaresca”, spettacolo a cura di Teatro dell’Aleph

Venerdì 24 aprile alle 17 nella chiesa di San Francesco presentazione e benedizione del Crocifisso ligneo dipinto della Chiesa di San Francesco, a cura del Terziere Fraporta

Alle 17.30 nell’auditorium Bortolotti del Complesso San Domenico Tracce 2026, 21esima edizione. “Il ritorno dell’intuizione: il potere del fuoco”, inaugurazione della collettiva di arte contemporanea e personale di Diletta Boni, a cura dell’associazione Minerva minervAArte

Alle 18 in piazza Ivo Germani Battesimo di Terziere a cura del Terziere Santa Maria

Alle 18.15 nella sala ex Refettorio di Palazzo dei Priori “Il mondo di Boccaccio”, presentazione della sesta edizione del Festival delle arti del Medioevo, a cura di Federico Fioravanti (Università dei rievocatori e direttore del Festival del Medioevo di Gubbio)

Alle 18.30 nel corridoio del chiostro del Complesso Monumentale Beata Lucia “Emanuele Squizza”, inaugurazione della mostra fotografica del Collettivo Occhio Narrativo

Alle 21 nella Loggia dei Priori di Palazzo dei Priori “De arte saltandi”, esibizione della classe di cornamusa e del gruppo di danza storica La Pazzia del Ballo, a cura del maestro Matteo Nardella, docente del laboratorio di musica medievale dell’Università dei Rievocatori della Corsa all’Anello

Alle 22 in piazza Galeotto Marzio “Nel vento del Medioevo”, l’antica arte del maneggio della bandiera, rievoca il fascino e la solennità delle tradizioni medievali, tra il rullo dei tamburi e il suono delle chiarine, disegnando figure spettacolari che uniscono abilità, eleganza e coordinazione. Spettacolo a cura del Gruppo Sbandieratori Città di Narni

Sabato 25 aprile dalle 9 alle 13 al Campo de li giochi (accesso libero al pubblico da via Campagnani – servizio bar) prove ufficiali delle singole tornate di gara da parte dei binomi dei Terzieri di Mezule, Fraporta e Santa

Alle 11.30 nella sala ex Refettorio di Palazzo dei Priori presentazione ufficiale della Commissione storico scientifica della Corsa all’Anello

Alle 12 nei sotterranei di Palazzo dei Priori inaugurazione della mostra collettiva “Ad honorem et reverentiam beati Juvenalis”, a cura dell’associazione Sator

Dalle 16 in piazza dei Priori e lungo le vie del Centro “Panem et circenses”, spettacoli itineranti a cura della Compagnia Giullari del Carretto

Alle 17 nella sala Consiliare presentazione del libro “Il lessico del Decameron” a cura della professoressa Giovanna Frosini (presidente dell’Ente nazionale Boccaccio). Seguirà la lettura, in lingua originale, della novella Decameron VI, 10 “Frate Cipolla” con accompagnamento musicale di L’Oranona Teatro

Dalle 18 alle 19.30 nel chiostro di Sant’Agostino “Ludus in fabula” giochi medievali per bambini e bambine, intrattenimento a cura del Giullare Silvestro

Alle 17.30 nella sala della Vergine di Palazzo dei Priori Ars Palliorum a cura di Gaia Cecca, presentazione del Bravio 2026 di Cristiano Carotti. Descrive l’opera Francesco Santaniello

Alle 18 nel chiostro di Palazzo dei Priori presentazione dell’installazione “L’anno del cavallo di fuoco” dell’artista Cristiano Carotti

Alle 18.30 nella sala ex Refettorio di Palazzo dei Priori “A partire da Boccaccio: vesti, accessori e gesti nel Trecento e Quattrocento” conferenza di inaugurazione della mostra a cura del laboratorio di Sartoria storica dell’Università dei Rievocatori. Docenti e relatrici Maria Giuseppina Muzzarelli, Sara Paci Piccolo, Virtus Zallot. A seguire “Il gioiello nel Medioevo, Battista da Narni”, inaugurazione della mostra riproduzioni di gioielli medievali a cura del Liceo Artistico Orneore Metelli di Terni e dell’associazione Corsa all’Anello di Narni.

Alle 21.15 in Cattedrale “Officium Rhythmicum Sancti Juvenalis” esecuzione dei brani dell’Officium (XIII sec, Archivio diocesano di Fossano) dedicati a San Giovenale. Con l’Ensemble Simone Sorini Syrenarum & Narnia Cantores, diretti dal maestro Simone Sorini, con la partecipazione speciale del maestro Luca Giachero (dir. Cappella Musicale di Fossano) e di M. Grazia Varrone (organista Cattedrale di Fossano). Coro Harmoniae Caelestes & chiarine, direttore il maestro Fabrizio Antonelli.
Per l’occasione sarà presentato il nuovo baldacchino processionale di San Giovenale creato dai Terzieri di Narni in occasione del 300esimo anniversario del completamento dei lavori al ciborio della Cattedrale.

Alle 22 in piazza dei Priori “Panem et circenses”, spettacolo a cura della Compagnia Giullari del Carretto

Domenica 26 aprile alle 11 nella sala ex Refettorio di Palazzo dei Priori “Medieval Italy: la rete delle città medievali d’Italia Roadshow”, conferenza stampa di presentazione della Dmo. Luoghi del Medioevo Ets, anteprima del Festival dei luoghi medievali di Tarquinia (26 e 27 settembre) a cura del Comune di Narni – Assessorato alla Corsa all’Anello

alle 15.00 alle 19.30 nel chiostro di Sant’Agostino “Ludus in fabula” animazione, danze medievali, giochi e laboratori per bambini e bambine a cura della Compagnia Medievale di Todi e del Giullare Silvestro.

Visite alle ricostruzioni degli ambienti medievali dei Terzieri: dalle 16.45 Fraporta, dalle 18 Mezule, dalle 19.30 Santa Maria

Dalle 16 in piazza dei Priori e lungo le vie del Centro “Panem et circenses”, spettacoli itineranti a cura della Compagnia Giullari del Carretto

Alle 17 nella sala Caracciolo del Complesso monumentale Beata Lucia inaugurazione della mostra “Visioni di sostenibilità” di Arpa Umbria, a cura di Lorenzo Rubini

Alle 17.30 nella chiesa della Beata Lucia da Narni nel Complesso monumentale Beata Lucia “Anatomia di una tensione” mostra di Veronica Sponilli e Martina Taddeucci, a cura di Nicoletta Biglietti e Lorenzo Rubini. Una collaborazione Thepòsito Art Space, Arpa Umbria, associazione Corsa all’Anello e Asp Beata Lucia

Alle 17.45 nella sala ex Refettorio di Palazzo dei Priori presentazione del convegno “Gattamelata da Narni. Famiglia e relazioni tra Padova, Narni e Montagnana” (Padova, 19 giugno) a cura del Centro Studi Antoniani di Padova e il Centro Studi Storici di Narni.

Alle 19 nel chiostro interno di Palazzo dei Priori, (piano primo) inaugurazione della mostra “Scatti di Corsa” a cura della Segreteria tecnica dell’associazione Corsa all’Anello: mezzo secolo di Corsa all’Anello attraverso le immagini dei protagonisti. I volti, i personaggi e i cavalli che hanno contribuito a scrivere la storia della gara equestre e delle scuderie narnesi

Alle 21.30 in piazza Galeotto Marzio “Humana commedia” spettacolo di teatro d’Immagine, fuoco e danza aerea a cura di Accademia Creativa

FORNI E TAVERNE DOVE TROVARLI E COME PRENOTARE

Mezule: Forno di Mezule in vicolo Aspromonte con pizza bianca dal pomeriggio fino a tarda serata (prenotazioni 342.5452643), Locanda del pozzo in piazza Pozzo della Comunità (prenotazioni 348.3353190 – 388.8165061), Taverna dell’Aquila Nera in via XX Settembre (prenotazioni 346.3073797 – 338.1523244), Hostaria delle Stranezze in vicolo Aspromonte (prenotazioni 340.2455833), Dolci tentazioni in piazza Pozzo della Comunità (prenotazioni 328.7148859).

Fraporta: Forno di Fraporta in piazza San Francesco e Hostaria in piazza San Francesco (prenotazioni 348.3418989).

Santa Maria: Forno e arrosticini in via Mazzini, Hostaria in via Santa Maria Impensole (prenotazioni 389.5448924), Taverna degli Anelli in piazza XIII Giugno (prenotazioni 334.9487756), Il Saporetto in vicolo delle Torri (prenotazioni 347.6977901 – 348.7702821).

È DEL MAESTRO GIOVANNI RASPINI L’ANELLO D’ARGENTO 2026

Grande la soddisfazione e l’entusiasmo dell’associazione per un dono di così alto valore artistico e simbolico

NARNI – Si è tenuta stamani (21 aprile) nella sala consiliare del Comune di Narni la cerimonia di consegna dell’anello d’argento messo in palio per l’edizione di quest’anno della Corsa all’Anello. A realizzarlo è stato il maestro Giovanni Raspini, artista di fama e riconosciuto interprete dell’arte orafa italiana.

Ad accoglierlo sono stati i rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’associazione Corsa all’Anello. Grande la soddisfazione e l’entusiasmo dell’associazione per un dono di così alto valore artistico e simbolico: un’opera che impreziosisce ulteriormente la tradizione della Corsa all’Anello e testimonia il legame tra arte, cultura e identità del territorio.

ALLA CORSA ALL’ANELLO IL BRAVIO DI CRISTIANO CAROTTI – ARS PALLIORUM 2026

L’artista: «Un anno di grande impeto, una forza indomita che si sprigiona»

NARNI – Per la 58esima edizione della Corsa all’Anello di Narni (23 aprile-10 maggio), quest’anno il Bravio è firmato da Cristiano Carotti e si configura come un’opera complessa e stratificata, che supera la dimensione tradizionale del premio per farsi vero e proprio dispositivo installativo.

Intitolato “L’anno del cavallo di fuoco”, il progetto si sviluppa come “un corpus installativo” in cui il Bravio diventa per la prima volta elemento scultoreo autonomo, affiancato da altre presenze che costruiscono un dialogo visivo e simbolico negli spazi del Palazzo dei Priori.

Al centro della riflessione di Carotti si impone il cavallo di fuoco, archetipo di energia vitale, impulso e trasformazione, legato al nuovo ciclo astrologico del calendario cinese. «Un anno di grande impeto, una forza indomita che si sprigiona», spiega l’artista, sottolineando però come questa energia richieda di essere governata: è proprio nella relazione tra uomo e cavallo, tra cavaliere e istinto, che si gioca l’equilibrio necessario tanto nella corsa quanto nella dimensione esistenziale. In questo senso, l’opera diventa metafora di una tensione più ampia, quella tra componente astrale e coscienza razionale, tra slancio e controllo.

Nel chiostro, la presenza di Pegaso – dipinto con catrame e vernici industriali sui portelloni di un autocarro – introduce una potente immagine di attraversamento e metamorfosi: «Il cavallo che compie l’impresa eroica e viene premiato trasformandosi in costellazione». Il riferimento alla strada, ai materiali industriali e ai colori fluo, cifra distintiva della poetica di Carotti, si lega qui all’idea di viaggio e consumo, di attraversamento fisico e interiore, fino a una sorta di rarefazione finale, quasi cosmica.

Accanto a questa dimensione mitica, l’uso del ferro battuto nel Bravio richiama invece le radici medievali di Narni, creando un ponte tra passato e contemporaneità, tra tradizione locale e immaginari globali. «Mi è piaciuto coniugare queste due anime», afferma Carotti, mettendo in relazione la cultura della rievocazione storica con quella dello zodiaco cinese, in un intreccio che riflette lo spirito del presente, fatto di contaminazioni e connessioni invisibili.

L’intera installazione si configura così come un «cerchio magico», uno spazio rituale in cui la comunità è invitata a entrare per condividere un’esperienza collettiva: «Un rituale per saper cavalcare questo anno del cavallo di fuoco tutti insieme». In questa dimensione partecipativa, il Bravio non è soltanto simbolo di vittoria, ma diventa invocazione di consapevolezza e forza, chiamata a domare – e al tempo stesso a liberare – l’impeto trasformativo del tempo presente.

foto di Alberto Mauro Fabi

Info: dal 25 aprile al 10 maggio, inaugurazione il 25 aprile ore 18 nella sala della Vergine di Palazzo dei Priori. Orari al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 18; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

IL 1371 TORNA A RIVIVERE A NARNI DAL 23 APRILE AL 10 MAGGIO

Presentata ufficialmente la 58esima edizione della Corsa all’Anello nel segno di Boccaccio e San Giovenale tra storia, spettacolo e devozione

Dal 23 aprile al 10 maggio Narni torna a rivivere il suo Medioevo con la 58esima edizione della Corsa all’Anello, una delle rievocazioni storiche più suggestive e identitarie dell’Umbria. Un lungo viaggio nel tempo che trasforma il centro storico in un grande palcoscenico a cielo aperto, tra rievocazioni, spettacoli, incontri culturali, cerimonie religiose e competizioni.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è dedicato a Giovanni Boccaccio, nel 650esimo anniversario della morte. Figura centrale della cultura europea del Trecento, accanto a Dante Alighieri nella costruzione della lingua italiana, Boccaccio diventa la chiave di lettura per raccontare un Medioevo fatto non solo di grandi eventi, ma anche di vita quotidiana, relazioni sociali e umanità.
Al centro della riflessione il Decameron, straordinario affresco della società trecentesca: un mondo popolato da mercanti, religiosi, pellegrini e viaggiatori, che restituisce uno spaccato vivido e dinamico dell’epoca. Un patrimonio narrativo che diventa fonte di ispirazione per arricchire la rievocazione e renderla sempre più immersiva e coerente con le fonti storiche.

Il 2026 assume inoltre un significato ancora più speciale per la città: ricorrono infatti i 1650 anni dalla morte di San Giovenale, patrono di Narni e figura intorno alla quale la rievocazione è nata e continua a rinnovarsi da 58 anni. Un anniversario che sarà vissuto con particolare partecipazione attraverso eventi dedicati, fortemente voluti dall’associazione Corsa all’Anello e dai Terzieri, perché profondamente legati all’identità della comunità e al cuore stesso della festa. Le radici della manifestazione affondano negli Statuta Illustrissimae Civitatis Narniae del 1371, che già regolavano la vita civile e religiosa e descrivevano riti come l’offerta dei ceri e la giostra equestre dedicata al santo.

La presentazione sabato 11 aprile alla presenza di Lorenzo Lucarelli (sindaco di Narni), Michele Francioli (presidente del Consiglio comunale con delega alla Corsa all’Anello) e Patrizia Nannini (presidente associazione Corsa all’Anello).

Ad aprire gli interventi è stata la presidente Nannini, che ha sottolineato come l’edizione 2026 della Corsa all’Anello sia «la naturale prosecuzione del percorso avviato lo scorso anno, orientato a rafforzare in modo sempre più consapevole la nostra identità storica attraverso lo studio e la ricerca delle fonti. In un tempo segnato da globalizzazione e omologazione, custodire e valorizzare la propria identità diventa un elemento distintivo, un valore autentico che vogliamo continuare a coltivare con determinazione. Questo impegno si traduce nel progetto di “educazione medievale”, che non si rivolge solo agli addetti ai lavori, ma soprattutto al grande pubblico».

L’obiettivo «è compiere un passaggio importante: da semplici fruitori del sapere a veri divulgatori. La conoscenza, infatti, acquista valore solo quando viene condivisa, raccontata e resa accessibile. Per questo sentiamo la responsabilità di trasmettere non solo la storia della Corsa all’Anello, ma anche un’idea più corretta e consapevole del Medioevo, spesso oggi filtrata da immaginari distorti, come quelli proposti dal fantasy, che pure ha una sua dignità ma non coincide con la verità storica. Noi crediamo invece che sia la storia stessa a generare spettacolo, senza bisogno di forzature: il nostro compito è riportarla al centro, con rigore e autenticità. E per farlo utilizziamo anche linguaggi e strumenti contemporanei – dal cinema alla letteratura, fino al fumetto – purché di qualità e coerenti con le fonti, così da dialogare con un pubblico sempre più ampio. Raccontare non solo cosa facciamo, ma come lo facciamo, diventa fondamentale per trasmettere il valore del lavoro che si svolge durante tutto l’anno: perché mentre il bello può essere soggettivo, la qualità no, e quando questa viene percepita, diventa riconoscibile da tutti».
Questa visione «si riflette anche nei temi dell’edizione di quest’anno: da un lato il doveroso omaggio a San Giovenale, cuore originario della rievocazione, attorno al quale ruota l’intero impianto della Festa; dall’altro Giovanni Boccaccio, che, al di là della ricorrenza dei 650 anni dalla morte, rappresenta per noi una straordinaria fonte di conoscenza del quotidiano medievale. Il Decameron offre infatti uno spaccato vivido, realistico e sorprendentemente attuale della società del tempo, diventando una risorsa preziosa per arricchire la nostra narrazione e aprire lo sguardo a una dimensione più ampia, non solo locale ma europea e mediterranea».

Accanto alla ricerca «resta centrale anche il tema della divulgazione e dell’apertura: stiamo lavorando per ampliare i nostri orizzonti attraverso scambi culturali e progettualità che ci vedono già dialogare con altre realtà italiane ed europee, con l’obiettivo di costruire reti e, in prospettiva, anche iniziative condivise come una possibile giostra europea delle città dell’Anello, sempre nel rispetto delle radici storiche».
In questo percorso «si inserisce anche la gestione del Museo Multimedievale, che per noi rappresenta uno strumento fondamentale all’interno del progetto di educazione medievale. L’idea è quella di farne il punto di partenza dell’esperienza: un luogo capace di offrire ai visitatori una prima immersione, quasi un “bignami” della Corsa all’Anello, da cui sviluppare percorsi sempre più concreti e coinvolgenti. Pensiamo a esperienze diffuse sul territorio, dagli ambienti medievali alle sartorie, fino a percorsi enogastronomici ispirati ai banchetti storici. È un progetto in evoluzione, ma fortemente coerente con la nostra visione: rendere il Medioevo un’esperienza viva, accessibile e profondamente radicata nell’identità della città».

«La Corsa all’Anello rappresenta, anno dopo anno, una delle espressioni più autentiche e profonde dell’identità della nostra comunità – le parole del sindaco Lucarelli – Come amministrazione comunale esprimiamo grande soddisfazione per questa 58esima edizione, che si conferma capace di coniugare tradizione, rigore storico e qualità organizzativa. Desidero rivolgere un ringraziamento all’associazione e a tutti i volontari che, con un lavoro minuzioso, costante e di altissimo livello, contribuiscono a restituire alla città una manifestazione sempre più coerente con le proprie radici e allo stesso tempo aperta a nuove prospettive culturali. Il recupero e la valorizzazione di usanze e contenuti che rafforzano il senso di appartenenza rendono la Corsa all’Anello un patrimonio condiviso, capace di raccontare la vocazione storica di Narni con credibilità e autorevolezza».
In questo percorso «si inserisce anche il rafforzamento degli strumenti di approfondimento culturale, come la Commissione storico-scientifica, elemento fondamentale per garantire qualità e coerenza. Accanto al valore identitario e culturale, è importante sottolineare anche l’impatto economico della manifestazione: la Corsa all’Anello genera infatti un indotto significativo per il tessuto produttivo locale, favorendo un turismo sempre più attento e stanziale, che sceglie Narni non solo per l’evento, ma per vivere e scoprire l’intero territorio. Un elemento strategico che contribuisce in maniera concreta alla crescita e alla valorizzazione della nostra città».

«La Corsa all’Anello è il risultato di un lavoro corale che unisce Istituzioni, associazione e cittadini in un progetto condiviso a fianco del sindaco, che è quello di organizzare le celebrazioni in onore del Santo Patrono- così il presidente Francioli – In questo senso sottolineo l’importanza di continuare a investire sul lato scientifico e culturale che è quello che ci contraddistingue. In questa direzione va il ripristino della Commissione storico-scientifica, che rappresenta un ulteriore passo avanti per garantire rigore, qualità e crescita della nostra rievocazione storica, rafforzandone il prestigio a livello nazionale».

A concludere la presentazione Elisa Emiri della segreteria eventi che ha illustrato il programma di quest’anno.

Il rinnovato Museo Multimedievale – Al termine della conferenza è stato inaugurato il rinnovato Museo Multimedievale della Corsa all’Anello, segnando un passaggio importante con la gestione affidata direttamente all’associazione. Pensato come punto di partenza ideale per conoscere e approfondire la manifestazione e il contesto storico del Medioevo, il museo introduce un’innovativa modalità di visita autonoma tramite app, che consente ai visitatori di scegliere tra diversi percorsi tematici – dedicati alla Corsa all’Anello e al Medioevo – e vivere un’esperienza immersiva, interattiva e personalizzata. Aperto tutto l’anno con laboratori e visite guidate, il museo si configura anche come spazio di valorizzazione delle eccellenze del territorio, grazie a un bookshop dedicato e a contenuti che spaziano dalla ricerca storica alle espressioni artistiche legate al Bravio, offrendo così un racconto completo e dinamico dell’identità culturale di Narni.

Rievocazione, cultura e spettacolo – Per oltre due settimane, Narni torna a vivere secondo il ritmo del Medioevo. Accanto alle rievocazioni storiche e alle Giornate medievali dei Terzieri (primo maggio) durante le quali vicoli e piazze si animeranno con arti e mestieri, botteghe, musici e figuranti, il programma propone un calendario articolato tra incontri culturali e approfondimenti legati al tema dell’anno, spettacoli teatrali e performance che interpretano il mondo trecentesco, eventi divulgativi e didattici e momenti di intrattenimento e animazione diffusa nel centro storico.

Fondamentale anche la dimensione religiosa, cuore originario della festa, con appuntamenti di grande partecipazione e solennità come l’Offerta dei Ceri (2 maggio), la solenne messa in onore di San Giovenale e la processione per le vie della città (3 maggio), le Benedizioni dei Cavalieri (6 maggio Fraporta alla chiesa di San Francesco, 7 maggio Santa Maria nella chiesa di Santa Maria Impensole, 8 maggio Mezule nella chiesa di Santa Margherita), momento simbolico che precede la giostra.

Il Bravio – Altro elemento centrale della Corsa all’Anello è il Bravio, il drappo che viene assegnato al Terziere vincitore e che ogni anno è realizzato da un artista. Non solo un premio, ma un simbolo che racchiude il tema dell’edizione, la ricerca storica e la visione contemporanea. Quest’anno la realizzazione del Bravio è stata affidata a Cristiano Carotti e prende il nome “L’anno del cavallo di fuoco”.

Un omaggio dell’artista al potente simbolo del nuovo ciclo astrologico del calendario cinese, in cui il fuoco è passione, volontà e desiderio di rinascita. Carotti dà forma a un dialogo scultoreo che celebra la sintonia tra uomo e cavallo, essenziale nella Corsa come è essenziale l’equilibrio tra la componente astrale e l’io razionale all’interno della personalità umana. Un’installazione che unisce mito, tradizione e contaminazione interculturale, ponendosi come cerchio magico, volto a invocare per tutte e tutti la consapevolezza e la forza necessaria per domare l’impeto dell’Anno del Cavallo di Fuoco.

Il Gran Corteo Storico in notturna e la gara equestre – Tra i momenti più attesi, immancabile il Grande Corteo Storico in notturna (9 maggio), con centinaia di figuranti in abiti ispirati alle fonti iconografiche del Trecento, appuntamento di forte impatto visivo che restituisce il volto autentico della Narni medievale.

Il culmine della manifestazione sarà domenica 10 maggio al Campo de li Giochi, con la tradizionale giostra equestre tra i cavalieri dei Terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria. Una sfida ad alta intensità tecnica e spettacolare, in cui velocità, precisione e concentrazione sono decisive: i cavalieri, partendo dallo stallo al centro del campo, si affrontano cercando di infilare con la lancia un anello di appena 10 centimetri di diametro, sospeso su un braccio meccanico.
Un sistema elettronico rende la competizione ancora più dinamica, sganciando automaticamente l’anello dell’avversario quando, al terzo giro, uno dei due cavalieri riesce nell’impresa. Ogni anello conquistato assegna un punteggio e a vincere è il Terziere che totalizza il maggior numero di punti.

La novità 2026: la Tribuna Gold – Tra le principali novità di questa edizione, l’introduzione della Tribuna Gold, una nuova gradinata da circa 190 posti posizionata direttamente a ridosso del campo, sul lato opposto rispetto alle tribune tradizionali. Una soluzione pensata per offrire un ingresso rapido, una visuale privilegiata sulla gara e un’esperienza ancora più immersiva, arricchita da un servizio hospitality dedicato.

Rigorosità storica e crescita culturale: il ripristino del Comitato scientifico – A rafforzare il valore culturale della manifestazione è il ripristino della Commissione storico-scientifica, organo di consultazione previsto dal nuovo statuto dell’associazione. La Commissione ha il compito di garantire il rigore storico della rievocazione, verificando la coerenza di costumi, allestimenti, rappresentazioni e contenuti rispetto alle fonti del periodo, e fornendo indirizzi per la crescita culturale e qualitativa dell’evento.
Ne fanno parte studiosi e medievisti di rilievo nazionale e locale: Duccio Balestracci, Franco Franceschi, Maria Giuseppina Muzzarelli, Sara Paci Piccolo, Letizia Pellegrini, Paolo Pellegrini e Virtus Zallot.

Spazio all’arte – Anche in questo 2026 ampio spazio sarà dato all’arte con le diverse mostre allestita nel cuore della città. Oltre al Bravio, si potranno ammirare “Il ritorno dell’intuizione: il potere del fuoco” (in occasione della 21esima edizione di Tracce) nell’auditorium Mauro Bortolotti del Complesso San Domenico; “A partire da Boccaccio: vesti, accessori e gesti nel Trecento e Quattrocento”, “Il gioiello nel Medioevo, Battista da Narni” e i bozzetti per il Concorso “Bozzetto Corona Dama dell’Anello” nella sala ex Refettorio di Palazzo dei Priori; “Scatti di Corsa” nel Chiostro interno Palazzo dei Priori; “Visioni di sostenibilità”, “Anatomia di una tensione”, “Emanuele Squizza” nel Complesso Monumentale Beata Lucia; “Ad honorem e reverentiam Beati Juvenalis” nei sotterranei di Palazzo dei Priori; “Ri.Tratti” nel foyer del Teatro Manini; “Equinozio” e “Doppia firma” nella Casa del Popolo.

Tra rievocazione storica, letteratura, arte, spettacolo e devozione, la Corsa all’Anello continua, dunque, a rappresentare uno dei momenti più profondi dell’identità narnese. Un evento capace di trasformare la memoria in esperienza viva, coinvolgendo l’intera comunità e offrendo al pubblico e ai numerosi turisti, che ogni anno continuano ad arrivare a Narni in occasione della Festa, un’immersione autentica nel Medioevo, dove passato e presente dialogano in un racconto condiviso.

APERTA LA BIGLIETTERIA PER LA CORSA ALL’ANELLO 2026

Novità di quest’anno è la Tribuna Gold con visuale diretta sul campo e servizio hospitality

NARNI – Ufficialmente aperta la biglietteria per la gara equestre della 58esima edizione della Corsa all’Anello, che quest’anno si terrà domenica 10 maggio.

L’appuntamento con la sfida tra i cavalieri dei terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria è alle 15 al Campo de li giochi: uno scontro diretto durante cui a fare da padrone sono velocità, fermezza, concentrazione, destrezza, mira e grande tecnica. Ogni cavaliere, che parte dallo stallo al centro del campo, deve infatti battere sul tempo l’altro, arrivando per primo al galoppo a infilare l’anello di 6 centimetri di diametro sospeso su un braccio meccanico. Un dispositivo elettronico sgancia in tempo reale automaticamente l’anello avversario quando al terzo giro l’altro viene preso dal primo dei cavalieri che arriva sul porta-anelli. Ogni anello conquistato ha un punteggio e a vincere è il terziere che, al termine delle tornate, ha totalizzato più punti.

La novità di quest’anno è la Tribuna Gold, una gradinata da circa 190 posti che si trova direttamente in prossimità del campo, dalla parte opposta delle consuete gradinate destinate agli spettatori, quindi con una visuale diretta sul campo. Previsto per la Tribuna Gold anche un servizio hospitality.

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La CORSA ALL’ANELLO DI NARNI RIPRISTINA LA COMMISSIONE STORICO-SCIENTIFICA

Un organo di consultazione a supporto della manifestazione per garantire rigore, fedeltà alle fonti e crescita culturale della rievocazione

NARNI – Per la Corsa all’Anello di Narni prendersi cura della propria storia ha una duplice valenza. La prima è quella della memoria, perché “un popolo senza memoria è un popolo senza futuro” (L. Sepúlveda). La seconda riguarda coloro che, giorno dopo giorno, contribuiscono a mantenerla viva e a crearla, plasmando la realtà che li circonda nello sforzo di ricostruire il passato, renderlo presente e farne veicolo per il futuro.

Affinché questo percorso si sviluppi in modo sempre più rigoroso e approfondito, e in coerenza con il valore fondamentale che la Corsa all’Anello attribuisce alla ricerca storica e alla fedeltà alle fonti in tutte le sue espressioni, da quest’anno è stata ripristinata la Commissione storico-scientifica, prevista dal nuovo Statuto dell’associazione.

La Commissione è un organo di consultazione a carattere scientifico istituito a supporto delle attività dell’associazione. Il suo compito è valutare l’accuratezza storica e la conformità delle iniziative di rievocazione, assicurando che eventi, costumi, ricostruzioni e contenuti siano quanto più possibile fedeli alle fonti del periodo rappresentato. Fornisce inoltre indirizzi e principi guida per la crescita culturale, storica, filologica e qualitativa della manifestazione.

Riconosciuta dalle vigenti normative in materia di rievocazioni storiche quali espressioni di patrimonio culturale immateriale, la Commissione opera in particolare attraverso: la valutazione dell’attendibilità storica delle proposte di rievocazione, mediante verifica di coerenza e accuratezza rispetto a documenti, reperti archeologici e fonti storiche locali e nazionali; la verifica della conformità di quanto prodotto dalle diverse realtà della manifestazione (costumi, armature, allestimenti, rappresentazioni) rispetto all’epoca di riferimento; la promozione di attività didattiche e iniziative a finalità educativa, come laboratori e seminari, finalizzate alla creazione di specifiche funzioni formative (Università dei Rievocatori), con l’obiettivo di trasformare la rievocazione in uno strumento concreto di apprendimento della storia, attraverso modalità coinvolgenti e capaci di stimolare l’intelligenza visiva; il supporto tecnico-scientifico nella valutazione di modifiche, integrazioni e miglioramenti ai regolamenti coreografici e alle rievocazioni in genere.

Questi i membri (in ordine alfabetico), scelti tra studiosi e medievisti di rilievo nazionale e locale.

Duccio Balestracci – Già professore ordinario di Storia Medievale presso il Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena, ha centrato le sue ricerche storiche sulla storia delle classi sociali in città e in campagna, degli aspetti della guerra e della festa e di storia della storiografia.
Tra le sue pubblicazioni, “L’Erodoto che guardava i maiali e altre storie popolari. 1300-1600” (Laterza, 2025); “Attraversando l’anno. Natura, stagioni, riti” (Il Mulino, 2023); “Il Duca. Vita avventurosa e grandi imprese di Federico III di Montefeltro” (Laterza, 2022); “Stato d’assedio. Assedianti e assediati dal Medioevo all’età moderna” (il Mulino, 2021); “Il palio di Siena. Una festa italiana” (Laterza, 2019); “Il potere e la parola” (Protagon, 2011); “La battaglia di Montaperti” (Laterza, 2017); “Le armi i cavalli l’oro. Giovanni Acuto e i condottieri nell’Italia del Trecento” (Laterza, 2009); “Terre ignote strana gente. Storie di viaggiatori medievali” (Laterza, 2008); “Cilastro che sapeva leggere” (Pacini, 2004); “La festa in armi” (Laterza, 2001).

Franco Franceschi – Professore ordinario di Storia medievale presso l’Università di Siena. Specialista di storia urbana dell’Italia basso-medievale, ha concentrato i suoi interessi di studio sulla storia del lavoro e delle corporazioni, i rapporti fra istituzioni e vita economica, la trasmissione dei saperi tecnici, la mentalità e gli stili di vita dei ceti produttivi, i conflitti sociali e le rivolte.
È membro del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in Studi storici delle Università di Firenze e Siena, all’interno del quale coordina il curriculum di Storia medievale, e fa parte dei comitati scientifici di vari organismi culturali, tra cui la Fondazione Centro Studi sul tardo Medioevo di San Miniato (Pisa) e la Fondazione Istituto internazionale di storia economica ‘F. Datini’ di Prato.
Da sempre attratto dalla divulgazione storica e dalla rievocazione del passato medievale, è stato per molti anni (2000-2024) il referente scientifico del Mercato delle Gaite di Bevagna (PG). Dal 2023 è membro dell’Osservatorio regionale delle rievocazioni storiche della Toscana.
Fra le sue numerose pubblicazioni si segnalano i volumi “Oltre il Tumulto. I lavoratori fiorentini dell’Arte della Lana fra Tre e Quattrocento” (Firenze, Olschki 1993), “… E seremo tutti ricchi. Lavoro, mobilità sociale e conflitti nelle città dell’Italia medievale” (Pisa, Pacini, 2012), “Le città italiane nel Medioevo. XII-XIV secolo” (Il Mulino, 2012), scritto insieme ad Ilaria Taddei. Con Paolo Nanni e Gabriella Piccinni ha curato “Medioevo che crea. Innovare, inventare, sperimentare nell’Italia dei secoli X-XIV” (Bari-Roma, Laterza, 2025).

Maria Giuseppina Muzzarelli – Ha insegnato all’Università di Bologna Storia medievale, Storia delle città e Storia e patrimonio culturale della moda. Si occupa di storia della cultura e della mentalità della società con un particolare interesse per ruoli e funzioni femminili e per la storia materiale. Fa parte del comitato scientifico della trasmissione Passato e Presente (Rai 3). Fra i suoi libri più recenti: “A capo coperto. Storie di donne e di veli” (il Mulino, 2016); “Le regole del lusso. Apparenza e vita quotidiana dal Medioevo all’età moderna” (il Mulino, 2020); “Madri, madri mancate, quasi madri. Sei storie medievali” (Laterza, 2021); “Le vie italiane della seta” (il Mulino, 2022); “Tutte le perle del mondo. Storie di viaggi, scambi e magnifici ornamenti” (con L. Molà e G. Riello, il Mulino, 2023).

Sara Paci Piccolo – Docente di storia dell’abbigliamento, di sartoria storica e di cultura materiale per diversi istituti di istruzione superiore, come il Polimoda di Firenze e il Fashion Institute of Technology di New York. È consulente per musei e associazioni storico-artistiche nel campo dell’abbigliamento storico in tutte le sue espressioni, sia dal punto di vista pratico che teorico.
Tra le collaborazioni più significative, la realizzazione degli abiti quattrocenteschi della mostra per il cinquecentenario di Piero della Francesca “Con gli Occhi di Piero” (1992) ad Arezzo, la ricostruzione sperimentale della veste di Francesco Datini per il Museo del Tessuto di Prato (2022), di quelli cinquecenteschi del Mus.E di Palazzo Vecchio a Firenze (2001-2024) e dell’abito funebre di Isabella d’Aragona per il Museo di San Domenico di Napoli (2023).
Membro Icom (International council of museums) e Aiph (Associazione italiana public historian), è autrice di numerose pubblicazioni, tra le quali il manuale “Parliamo di Moda” (2004), “Storia delle Vesti Liturgiche” (2008), “Le Virtù della Vanità” (2019), “Rievocare” (2021), “La Morte e la Moda” (2024), “Medioevo sulla testa, Copricapo e acconciature maschili e femminili fra Trecento e Cinquecento” (2023).

Letizia Pellegrini – Professore associato di Storia del Cristianesimo all’Università di Macerata, autrice di oltre cento pubblicazioni scientifiche e di diverse voci del Dizionario Biografico degli Italiani.
I suoi interessi di ricerca vertono sulla storia religiosa dei secoli XII-XV, con particolare attenzione ai quadri istituzionali e a tutti gli ambiti attinenti alla storia, alla cultura e alle pratiche pastorali degli Ordini mendicanti. Dal 2004 si è progressivamente concentrata sul Quattrocento.
Spiccano in particolare le ricerche che, dal processo di canonizzazione di Bernardino da Siena alla corrispondenza di Giovanni da Capestrano, hanno potuto riproporre una diversa narrazione sull’Osservanza italiana anche rispetto alle riforme religiose in Europa. Collabora con le riviste Archivum Franciscanum Historicum, Archivum Fratrum Praedicatorum, Quaderni di storia religiosa, Franciscan Studies. Tra le sue pubblicazioni, il manuale di Storia della Chiesa vol. II:” Il Medioevo” (Bologna 2020), il volume “Bernardino Aquilano e la sua Cronaca dell’Osservanza” (Milano 2021), “Specchio di donna. L’immagine femminile nel XIII secolo” (Studium 1989), I manoscritti dei predicatori. I domenicani dell’Italia mediana e i codici della loro predicazione (secc. XIII-XV), Angelicum University Press, 1999.

Paolo Pellegrini – Laureato in Scienze politiche-indirizzo storico e diplomato in Archivistica, paleografia e diplomatica, è dottore di ricerca in Società, politica e culture dal tardo medioevo all’età contemporanea. È socio della Deputazione di storia patria per l’Umbria e vicepresidente del Centro di studi storici di Narni ed è autore di articoli e saggi apparsi in volumi collettanei e in riviste di storia sia italiane che straniere; ha inoltre collaborato con il Dizionario biografico degli Italiani.
Sulla storia di Narni nel tardo medioevo, ha pubblicato: Il Capitolo di San Giovenale nella vita politica e religiosa di Narni (secoli XII-XIII), in San Giovenale. La cattedrale di Narni nella storia e nell’arte, a c. di C. Perissinotto, Narni, Centro di studi storici di Narni, 1998, pp. 33-46; La comunità ebraica di Narni: caratteristiche economiche e sociali (secoli XIV-XV), in «Zakhor. Rivista di storia degli ebrei d’Italia», V (2001-2002), pp. 139-158; La civitas narnese nel basso medioevo: momenti di vita economica e sociale, in Narni e i suoi statuti medievali, a c. di L. Andreani, L. Ermini Pani ed E. Menestò, Spoleto, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, 2007, pp. 239-326; Archivi e fonti locali per la storia economica e sociale di Narni nel medioevo: alcune piste d’indagine, in La corsa all’anello di Narni, a c. di F. Ronci e M. Matticari, Terni, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, 2018, pp. 52-61; Feronia, il tiratoio dei panni, Piazza Garibaldi (già piazza del Lacus), San Pietro de’ Giudei, in Donne + Narni. Per dare forma al silenzio. Guida a storie e percorsi femminili della città, a c. di C. Arconte e M. Pioli, Narni, Comune di Narni, 2019, pp. 69-70, 75-77, 124-125.

Virtus Zallot – Storica dell’arte, docente di Storia dell’Arte medievale all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, presso cui ha insegnato anche Pedagogia e didattica dell’arte. Studia l’arte quale comunicazione visiva in relazione a funzione e contesto; indaga la cultura e l’immaginario medievali attraverso le fonti iconografiche e letterarie.
Per l’editore Il Mulino di Bologna ha pubblicato “Un Medioevo di abbracci. Non solo d’amore, non solo umani” (2024), “Sulle teste nel Medioevo. Storie e immagini di capelli” (2021) e “Con i piedi nel Medioevo. Gesti e calzature nell’arte e nell’immaginario” (2018).
Collabora con riviste e interviene con contributi tematici in trasmissioni radiofoniche e televisive, tra le quali Geo su Rai3. Su incarico di Enti pubblici e istituzioni culturali e scolastiche ha ideato e diretto progetti di studio, promozione e valorizzazione del patrimonio artistico. Ha curato eventi e laboratori didattici. È formatrice per La Scuola Sei Academy. Scrive per Il Giornale dell’Arte: articoli, recensioni e cicli di brevi saggi dal titolo Piccole storie dal Medioevo. Nel 2024 è stata giudice al Calendimaggio di Assisi.

FESTIVAL DELLE ARTI DEL MEDIOEVO: BILANCIO POSITIVO TRA STORIA, TRADIZIONE E CONDIVISIONE

Un’edizione che ha confermato il forte legame della città con le sue radici medievali

NARNI – Si è chiusa con bilancio ottimo l’edizione 2025 del Festival delle arti del Medioevo, che ha animato Narni dal 29 al 31 agosto. Un’edizione che ha confermato il forte legame della città con le sue radici medievali e che ha rappresentato un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione delle tradizioni, della cultura e del patrimonio immateriale.

Il cartellone ha visto alternarsi appuntamenti di rilievo tra i quali incontri con studiosi e rievocatori, momenti di approfondimento dedicati al Medioevo europeo e una fiera del libro molto partecipata. Non sono mancati eventi per bambini e famiglie, che hanno permesso di avvicinare i più giovani alla storia del periodo medievale attraverso attività a tema.

Il Festival ha inoltre confermato la sua capacità di intrecciare momenti di alta divulgazione con occasioni di festa e partecipazione. Ne è prova il grande successo della serata dei giochi “Ludus in fabula”, che ha dimostrato come si possa fare storia anche divertendosi: un aspetto che arricchisce lo spirito della manifestazione.

Particolarmente significative sono state le collaborazioni che hanno arricchito l’edizione 2025. Tra le altre, la sinergia con il Festival del Medioevo di Gubbio, punto di riferimento a livello nazionale per la divulgazione storica, ha permesso di inserire Narni in un più ampio circuito culturale, offrendo momenti di confronto con studiosi e personalità di rilievo. Allo stesso modo, la collaborazione con il Centro Studi Storici di Narni ha dato spessore scientifico e filologico al programma, rafforzando la volontà di coniugare spettacolo e ricerca storica, divulgazione e approfondimento. Queste alleanze hanno contribuito a consolidare il Festival come evento di qualità, capace di parlare a pubblici diversi e di far dialogare il rigore accademico con la dimensione popolare della rievocazione.

Immancabile la parte relativa il “campo equestre” che ha visto in scena un entusiasmante evento nazionale di Coppa Italia, Monta Storica e Trofeo Narni, gare realizzate con la collaborazione della Federazione Fitetrec-Ante. Novità assoluta invece è stato il convegno “La sicurezza degli equidi nelle giostre di antico regime” a cura della Segreteria tecnica dell’associazione Corsa all’Anello, anche questo molto partecipato, che, in linea con i lab di quest’anno, ha esplorato aspetti fondamentali legati alla salute agli animali.

Lo sguardo è già rivolto al 2026, anno che si annuncia particolarmente significativo: la Corsa all’Anello avrà come tema Giovanni Boccaccio, uno dei grandi protagonisti della letteratura trecentesca, in occasione del 650esimo dalla sua scomparsa, e si intreccerà con la ricorrenza di San Giovenale, patrono di Narni (1650 anni dalla sua morte). Un doppio filo conduttore che unirà letteratura e tradizione religiosa, arricchendo di contenuti l’intera rievocazione e proiettando la città in un anno di grande valore culturale e identitario.

A sottolineare il valore delle scelte culturali è la presidente dell’associazione Corsa all’Anello, Patrizia Nannini: «Il tema di Boccaccio ci permette di proseguire un percorso che abbiamo avviato nel 2025, volto a valorizzare la storia e la tradizione con uno sguardo sempre più attento alla ricerca e alla cultura. Vogliamo che la Corsa non sia soltanto spettacolo, ma anche occasione di conoscenza e crescita collettiva, capace di restituire alla città la profondità delle sue radici. Il 2026 avrà poi un significato speciale: ricorreranno i 1650 anni dalla morte di San Giovenale, patrono di Narni, intorno al quale la rievocazione si è sviluppata e rinnovata per 58 anni. Questo anniversario sarà al centro di momenti particolarmente sentiti, perché richiama l’identità più autentica della nostra comunità e la memoria viva che tiene unita la festa».

«La Corsa all’Anello è la manifestazione che più di ogni altra rappresenta l’anima di Narni – così Lorenzo Lucarelli, sindaco di Narni – un evento che intreccia tradizione, ricerca storica e partecipazione popolare. Il tema di Giovanni Boccaccio ci permette di guardare al Trecento non solo come a un’epoca remota, ma come a un laboratorio di cultura e di vita che ancora oggi può offrirci chiavi di lettura preziose. È un modo per arricchire la nostra identità e al tempo stesso per aprirci al confronto con una dimensione europea. Nel 2026, inoltre, celebreremo i 1650 anni dalla morte di San Giovenale, il nostro patrono, figura spirituale e civile a cui i narnesi sono profondamente legati. Sarà un’occasione di memoria e di comunità che accompagnerà la festa, rendendola ancora più partecipata e sentita».

Con questo bilancio positivo, il Festival delle arti del Medioevo si conferma come un tassello fondamentale della programmazione culturale della città e dell’Umbria, capace di coniugare memoria e innovazione, ricerca storica e partecipazione popolare, tradizione e futuro.

GIOVANNI BOCCACCIO AL CENTRO DELLA 58ESIMA EDIZIONE DELLA CORSA ALL’ANELLO

Il tema portante in occasione del 650esimo anniversario della sua morte. L’annuncio durante il Festival delle arti del Medioevo

NARNI – Sarà Giovanni Boccaccio il protagonista della 58esima edizione della Corsa all’Anello di Narni, nel 650esimo anniversario della sua morte. Il tema è stato svelato durante il Festival delle Arti del Medioevo dalla storica medievalista Letizia Pellegrini, da tempo collaboratrice dell’associazione Corsa all’Anello.

«Boccaccio – ha spiegato Pellegrini – è un faro indiscusso del Trecento, accostato a Dante per aver forgiato l’italiano scritto. Ma è spesso più famoso che conosciuto: dal suo nome è nato l’aggettivo “boccaccesco”, che lo fa sembrare sboccato o licenzioso. In realtà, la sua scrittura è di un’eleganza raffinata, e il suo modo di trattare l’amore e il desiderio restituisce piena dignità alla dimensione umana e terrena».

Cuore dell’opera boccacciana, il Decameron, che Pellegrini definisce «una vera e propria “Terrestre Commedia”, come la chiamò De Sanctis: non un testo erotico, ma un affresco vastissimo della società del Trecento, dove convivono mercanti e religiosi, pellegrini e diplomatici, donne e uomini in un gioco di passioni, intelligenza e destino».

Il Decameron, ambientato in un’Europa scossa dalla peste, è anche un testo sorprendentemente attuale. «È la prima narrazione di un “lockdown” – ha sottolineato la storica – dieci giovani che si ritirano in campagna per sfuggire al contagio, e che trasformano la paura in racconto, musica, convivialità. Un’opera che parla di resilienza, di come l’arte e la fantasia possano diventare una risposta collettiva alla crisi».

La scelta di Boccaccio come tema non ha solo valore celebrativo. «Il Decameron – ha ricordato Pellegrini – ci consegna una miniera di dettagli storici, dalle usanze ai costumi, dagli arredi ai mestieri, fino ai rapporti tra cristiani, ebrei e musulmani. È una fonte letteraria che funziona perché verosimile, e proprio questa verosimiglianza la rende preziosa anche oggi».

Per l’associazione Corsa all’Anello, il riferimento a Boccaccio rappresenta una sfida e un’opportunità. «Significa – ha concluso Pellegrini – guardare oltre l’orizzonte di Narni, collocandosi nel cuore del Trecento come epoca di profonde trasformazioni, e offrire ai Terzieri strumenti nuovi per crescere e arricchire le loro rievocazioni».

A sottolineare il senso di continuità con il percorso intrapreso nell’ultima edizione è la presidente dell’associazione Corsa all’Anello, Patrizia Nannini: «Con Boccaccio proseguiamo il taglio che abbiamo scelto nel 2025, un approccio che mette al centro la storia e la tradizione, rafforzando il legame tra ricerca, cultura e rievocazione. È un modo per dare più profondità ai nostri eventi e per restituire alla città un racconto che non sia solo spettacolo, ma anche conoscenza e crescita collettiva. Mi preme poi sottolineare che il 2026 avrà un significato ancora più speciale per Narni: ricorreranno infatti i 1650 anni dalla morte di San Giovenale, nostro patrono, figura intorno alla quale la rievocazione è nata e si rinnova da 58 anni. Sarà un anniversario che vivremo con grande partecipazione e che arricchiremo con eventi a tema, ai quali l’associazione e i Terzieri tengono in modo particolare, perché legati all’identità più profonda della città e al cuore stesso della nostra festa».

Con il nome di Boccaccio, la Corsa all’Anello si prepara dunque a un’edizione che intreccerà storia, letteratura e vita quotidiana, nel segno di uno dei giganti della cultura europea.

FESTIVAL DELLE ARTI DEL MEDIOEVO – programma della giornata di chiusura

A partire dalle 9 (Campo de li Giochi) evento nazionale di Coppa Italia, Monta Storica e Trofeo Narni. Gare equestri con la collaborazione della Federazione Fitetrec-Ante

Alle 10 (auditorium Bortolotti) apertura Fiera del libro

Alle 10.40 (auditorium Bortolotti) “Ricostruire o inventare il passato?”, considerazioni intorno alla Corsa all’Anello e alle altre manifestazioni storiche. Incontro organizzato in collaborazione con il Centro Studi Storici di Narni, conferenza-lezione a cura di Marco Bartolini – Eleonora Mancini

Alle 11.20 (auditorium Bortolotti) “Storia da sfogliare Sulle teste nel Medioevo. Storie e immagini di capelli”, conferenza-lezione a cura di Virtus Zallot. Un percorso tra simboli, mode e significati legati ai capelli nel Medioevo

Alle 12 (auditorium Bortolotti) “L’esplosione vestimentaria nel Trecento”, conferenza-lezione a cura di Maria Giuseppina Muzzarelli. Colori, tessuti e forme in trasformazione: attraverso l’abito il 14esimo secolo segna una svolta nello stile e nell’espressione individuale

Alle 16 (auditorium Bortolotti) “Storia da sfogliare Lo spazio dei pellegrini. Forme e modi della mobilità in epoca medievale”, conferenza-lezione a cura di Luigi Russo. La mobilità come spazio culturale e sociale: percorsi condivisi, accoglienza e impronte lasciate lungo le strade sacre del Medioevo

Alle 16.40 (auditorium Bortolotti) “Rievocatori e ri-costruttori: il futuro delle feste della storia”, interventi di Franco Franceschi (storico del Medioevo), Michele Francioli (Comune di Narni), Filippo Giovannelli (Calcio storico fiorentino), Aldo Pesetti (Ente Palio San Giovanni Battista di Fabriano), Sara Paci Piccolo (docente di Storia del costume e della moda), Stefano Venarucci (Calendimaggio di Assisi)

Alle 19 (sala ex Refettorio di palazzo dei Priori) Aperitivi delle pergamene: Frate vino e sorella musica. Francesco d’Assisi a Narni nel film “La leggenda dei tre compagni”. Incontro con Arnaldo Casali e, a seguire, aperitivo

Alle 20 proiezione del film “La Stella di Greccio”

Alle 21 (piazza dei Priori) parata di chiusura a cura degli Sbandieratori Città di Narni